Buccia di banana e guru

Pochi giorni fa vi ho raccontato del guru che chiedeva di investire un po' di euro per diventare autore di best seller. Stavo ancora digerendo quella delusione e mi trovo a fare i conti con un'altra sorpresa. Stavolta siamo nell'ambito delle iniziazioni (termine che mi piace davvero poco per i motivi che ho spiegato qui).Organizzare i cerchi di meditazione per me è impegnativo, ma molto gratificante. Da quando c'è il contest sul gruppo di FB e vedo le foto degli spazi che preparate con cura per la meditazione è ancora più stimolante perchè è come condividere un angolo di casa. Partecipo anche a qualche cerchio a distanza (pochissimi in verità) e ho molta stima di chi li organizza. Sono persone che generalmente ammiro e dalle quali credo di poter imparare molto.

Qualche giorno fa ricevo una newsletter in cui si parla di un'iniziazione fatta da un'insegnante che mi piace moltissimo. Ho lasciato la pagina aperta così mi sarei ricordata di iscrivermi e fare la donazione per poter ricevere l'iniziazione. Curiosa di vedere cosa ci fosse dietro questo appuntamento, ancor prima di fare colazione, leggo il manuale ricevuto via e-mail.
Mi accorgo che il file è più lungo di quel che pensavo e, visto che necessito di un po' di zuccheri per carburare, faccio una pausa. Preparo la tisana, mangio qualche biscotto e mi risiedo al pc per arrivare alla parte saliente.
Leggo e continuo ad aspettare la parte cruciale quando mi trovo alla fine del file.
"Tutto qui?" è stata la prima cosa che ho pensato. Mi aspettavo (benedette aspettative!) chissà quale sequenza di gesti e di tecnica energetica per poter riceve e fare l'iniziazione e invece era tutto così...banale! Poche righe da recitare, una posizione delle mani e l'intento. No, chiaro. Non è poco, ne sono consapevole. E di queste tre cose il più importante è proprio l'intento che non ha nulla a che vedere con il fare o con gli oggetti, ma è la radice di tutto.

L'intento è il mezzo con cui possiamo far passare un'informazione energetica, dare un'armonizzazione (chiamarle iniziazioni, come in questo caso dove non c'è nulla di tecnica strettamente energetica è davvero esagerato), accompagnare all'equilibrio MA, e lo scrivo grande, quando l'immaginazione condisce di mistero e fa presumere chissà quali competenze dietro alcune proposte, il rischio è che tutto sembri più complesso e imponente di ciò che è. La scorsa settimana ho ricevuto diversi messaggi in cui mi si chiamava maestra (per me termine particolare) o Deana. Ora capite perchè temo molto questo ruolo? Perchè in due settimane ho visto scivolare due persone che consideravo guru su una buccia di banana lasciata a terra. La bucca di banana sono le nostre aspettative che possono giocare a noi, o agli altri, scivoloni incredibili e con conseguenze dolorose (se a cadere siamo noi!)

Diciamo che ci sono alcuni punti che conviene annotare. Forse sono scontati, lo so, ma ripeterli fa bene.

1. Evitate di fare paragoni con altri. Ognuno ha la sua storia, il suo percorso, un passato con cui fare i conti e una meta da raggiungere. Se credete a questo capite bene che il paragone non ha senso.

2. Siata obiettivi rispetto alle vostre competenze. Tendiamo a sottovalutare o sopravvalutare le nostre abilità. Chi ha problemi di autostima tende a procrastinare ogni cosa perchè non si sente abbastanza qualcosa e chi è troppo convinto di sè spesso dà per scontate cose fondamentali.

3. Le aspettative sono una buccia di banana. Se non sei attento rischi uno scivolone. Che siano relative a un evento, un progetto o una persona, falsano la percezione e prima o poi l'immaginato si scontrerà con il reale.

4. Scivolare su una buccia rende più forti. Ok, sei a terra e ti duole il fondoschiena. Fai un bel respiro e rialzati. Non è importante la caduta quanto il motivo per cui non hai visto la buccia a terra. Dov'era la tua attenzione? Da cosa eri distratto o attratto? Cos'hai imparato su di te da questo scivolone?

5. Trova i tuoi punti di forza. Possono essere le competenze specifiche o l'esperienza così come lo stile o l'idea originale, ma di certo sei diverso dagli altri in più di un aspetto. Esserne consapevoli è il tuo asso nella manica e questo ti aiuterà a non cadere nuovamente. O almeno a non cadere ancora per la stessa cosa. Gli sbagli servono ad affinare la percezione e trovare la via giusta.

Pare che Edison abbia fulminato dieci mila lampadine prima di fare la sua invenzione. Se si fosse arreso al primo colpo non sarebbe andato lontano.
Le aspettative fanno più male a voi che al guru di turno oggetto di ammirazione. Vi tengono ferme nella stessa incertezza e vi impediscono di progredire. Direi che è meglio cadere e rialzarsi piuttosto che restare immobili. No?

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