Punto Zero di Joe Vitale

A febbraio avevo scritto questo sull'ho'oponopono dopo aver letto Zero Limits di Joe Vitale. Non ero molto entusiasta di questa tecnica e non capivo perchè ci fosse tanto entusiasmo nell'ambiente. Ad agosto sono stata invitata a una festa di compleanno e ho regalato alla festeggiata e a me stessa Punto Zero, ovvero il seguito di Zero Limits. Una delle prime cose che mi ha colpito di questo volume è stata la schiettezza. Joe Vitale racconta cosa è successo nella sua vita dopo l'uscita di Zero Limits e dell'onda di invidia che sembrava essergli caduta addosso. Credo sia capitato anche a voi di accorgervi che quando avete iniziato a raggiungere buoni risultati vi siete trovati di fronte a critiche, inimicizie e dispetti o, semplicemente, siete stati ignorati. E' il prezzo che si deve pagare per per il 'successo'? Joe Vitale decide di iniziare così questo secondo volume sull'ho'oponopono.

Un'altra cosa che ho amato molto di questo testo (che va letto tutto, appendici comprese) è che viene detto chiaramente che ho'oponopono non va insegnato. Quindi mi sono chiesta come mai ci siano così tanti corsi, libri (compreso quello che stavo leggendo) e prodotti che hanno come scopo l'insegnamento di ho'oponopono. Serve davvero un corso di quattro o otto ore per spiegare questa tecnica? Secondo me no. E precisa anche che è teoricamente scorretto invitare una persona a fare ho'oponopono perchè nel momento in cui il disagio di un altro entra nella nostra realtà lo abbiamo co-creato. Ciò significa che non è responsabilità dell'altro recitare Mi dispiace, ti prego perdonami, grazie, ti amo ma è nostro compito.

Joe Vitale in più punti dice espressamente che ho'oponopono è una delle tante tecniche presenti per centrarsi e ripulire. Accenna anche a un'altra tecnica a me molto cara ossia l'EFT di Gary Craig. Leggendo ho notato che entrambe lavorano sul portare a zero. In ho'oponopono lo Zero è il Divino, la divinità, l'Uno, il Tutto, l'Amore Universale, Dio o come preferite  chiarmarlo. Nell'EFT portare i parametri a zero significa annullare il cortocircuito emotivo che genera un disturbo o un disagio ed è legato a un'esperienza traumatica, una paura, una credenza limitante, una convinzione o, per dirla alla Joe Vitale, una programmazione o programma da ripulire.

Parliamo della moda di pulire e ripulire. Vi va? E' un termine che mi piace davvero poco. Se il creato tende all'equilibrio e co-creiamo tutto allora ciò che fa parte della nostra realtà non è sbagliato, di troppo o da ripulire al contrario, risponde esattamente a ciò che il nostro pensiero, in accordo con le emozioni, ha creato. Quindi cosa c'è da ripulire o purificare? Nulla. Non c'è nulla di sbagliato da cacciare, cancellare, eliminare, pulire o purificare.
Eppure Zero Limits parlava proprio di questo, o almeno io l'ho recepito e percepito così, quindi non lo sentivo adatto a me fino in fondo. Sì, avrei dovuto fare ho'oponopono anche su questo e così ho fatto infatti, ho letto il seguito. Veniamo al punto successivo.

Vitale lo dice chiaramente. Ho'oponopono funziona perchè noi crediamo che funzioni. Esattamente come ogni altra tecnica. Evviva la chiarezza! Ne abbiamo parlato anche a proposito dei vampiri energetici. Quanto conta aver fede in una tecnica? E' quella che fa funzionare ogni cosa?
Le tecniche energetiche non lavorano sul corpo. Non sono così limitate. Agiscono a livelli più profondi. Le tecniche olistiche (energetiche o complementari chiamatele come preferite) lavorano a livello vibrazionale che è sottile e meno denso del corpo. La materia è solo l'aspetto più pesante e denso dell'esistenza. Ho'oponopono funziona perchè abbiamo fede che lo faccia. E non è una fede religiosa con un Dio esterno a noi. E' l'essere responsabili del fatto che noi co-creiamo la realtà.

Ho'oponopono funziona?

Per circa due settimane ho recitato ho'oponopono su qualsiasi cosa leggessi o sentissi. Quando dico tutto intendo tutto. Anche status di amici che comparivano sulla mia bacheca o mentre parlavo con le persone.
Ho notato un aumento di segni e sincronicità. Alcune banali altre così evidenti da essere impossibile ignorarli.

Cosa fa ho'oponopono?

La sensazione che ho avuto è che ci connetta al nostro centro divino. Non esistono credenze, aspettative, convinzioni, resistenze ecc. Recitare "Mi dispiace, ti prego perdonami, grazie, ti amo" significa centrarsi e riconoscere la propria parte di co-creazione. Capite la potenza? Non è la tecnica ad agire ma la nostra presa di coscienza. Hoìoponopono ci porta esattamente al nostro centro.

Come si usa il mantra?

Una delle domande che mi è stata fatta spesso è: "Devo recitare il mantra sulla situazione o sulla persona?"
No. Non cambiate nulla di ciò che sta fuori. Potete cambiare la vostra percezione della realtà, ma non potete cambiare gli altri. Ciò che sta fuori è la proiezione di ciò che sta dentro. Il mantra andrebbe recitato come una preghiera, rivolgendovi al divino che è in noi. Questo vi aiuterà ad andare a Zero, ossia a connettervi al vostro centro e a farvi vedere tutto con chiarezza e senza sovrastrutture mentali o emotive.

Ecco cosa è successo

Un'amica aveva una situazione ambigua con un uomo appena conosciuto. Ogni volta che lei mi parlava di lui mentalmente recitavo il mantra. Dopo un paio di giorni lui si è fatto sentire a seguito di quindici giorni di silenzio. Coincidenze? Forse sì.

Una famiglia che aveva un progetto bloccato da anni (dopo 40 anni di richieste di assistenza e attenzione) ha saputo che una cooperativa aveva partecipando a un bando e lo aveva vinto. Il servizio tanto atteso partirà a breve dopo anni di attesa.

Si sono sbloccate altre cose in bilico per me a livello professionale, ma soprattutto ho ritrovato il mio centro e le antenne come prima. Alcune amiche si sono accorte del mio cambiamento e di come fossi in un flusso di espansione. Sapete perchè? Nell'ultimo post sul channelling dicevo che avevo la sensazione di essermi involuta. Sono consapevole che nulla accade per caso quindi questo periodo mi è servito per capire alcune cose importanti legate anche alla canalizzazione. Vi invito a rileggere quell'articolo. Ero convinta che chiedere aiuto alle guide fosse meno evoluto e responsabile che usare la legge di attrazione. Leggendo Punto Zero ho capito che ho'oponopono ha lo scopo di centrarci e radicarci (come avviene con la meditazione e altre tecniche) proprio per connetterci con la Fonte, ricevere intuizioni, messaggi, sensazioni. Cioè praticamente per fare ciò che facevo naturalmente e che, per qualche motivo, ero convinta fosse un limite, una delega. Questo ha rimesso a posto alcune cose e la mia percezione extrasensoriale è tornata ad essere come quella di un tempo con la differenza che, rispetto a cinque anni fa, non ho paura di ciò che sento perchè, in qualche modo, so di averlo co-creato quindi non sento il bisogno di proteggermi o difendermi da ciò che, in qualche modo, fa parte di me e non solo dell'altro.

Nel libro ci sono altri consigli e strategie per poternziare l'effetto del mantra e c'è una preghiera di purificazione molto bella da recitare quattro volte. E' molto lunga e personalmente mi attira solo l'ultima parte che ho recitato molto durante il mio esperimento. Al momento mi interessa molto la possibilità di fare ho'oponopono sugli ambienti.
Provate anche voi. Recitate il mantra Mi dispiace, ti prego perdonami, grazie, ti amo per almeno una settimana su ogni cosa che entra a far parte del vostro quotidiano. Osservate gli effetti poi passate da qui e ditemi la vostra. Sono curiosa di vedere come cambia la vostra vita.

Comments

  1. Bruna

    Ciao Silvia,
    finalmente ho un attimo di tempo per leggere sino in fondo questo articolo che mi interessava molto in quanto non riuscivo a comprendere sino in fondo l’essenza di questa “pratica”. Preziosa come sempre hai saputo fare luce sul nebuloso groviglio che mi abitava recitando questo mantra. Rimane la mia difficoltà ad accettare che talune persone, che mi capita di incrociare sul mio cammino, possano essere state attratte da me e quindi le situazioni sgradevoli che vivo con loro da me cocreate, ma questa è un’altra storia. Grazie (Mi dispisace, ti prego perdonami, ti amo) B.

    1. Ciao Bruna, in realtà l’aspetto della co-creazione per tutto ciò che incrociamo non è concetto presente solo in ho’oponopono ma anche nella LOA o nella teoria degli specchi di derivazione psicologica. Come è dentro così è fuori. 😉
      Mi dispiace, ti prego perdonami, grazie, ti amo. ^_^

  2. Bruna

    Già, già, già, e proprio questo è il nocciolo della questione… 😉 B.

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