spiriti guida e channelling

Perchè ho smesso di fare channelling

Nelle ultime due settimane mi sono trovata in diverse conversazioni in cui si parlava di canalizzazione o channelling. Se come la maggior parte delle persone non hai la minima idea di cosa sia, ti invito a leggere questo post e anche questo sulla mia prima volta.
Questo post è dedicato a Giulia F. che con la sua domanda su quando riprendo a fare sedute, mi ha invogliata a spiegare perchè ho smesso di fare channelling.

Nel settembre del 2009, dopo 13 anni di comunicazioni, ho saputo che avrei smesso di fare sedute. Avevo bisogno di riposo, purificazione (concetto che ora sento distante) e di allontanarmi da un certo tipo di energie perchè dovevo prepararmi per un compito più importante. Ho avuto la sensazione netta che di lì a breve non avrei più ricevuto messaggi dalla mia guida angelica. La motivazione ufficiale era che questo avrebbe disturbato il nascituro. Già, se avessi continuato a canalizzare, il bambino avrebbe imparato a comunicare con me in altro modo presentando poi difficoltà di linguaggio. Questa informazione non era generale ma personale. Conosco persone che in gravidanza hanno continuato a canalizzare senza problemi. Non ho fatto alcuna resistenza. Il cervello lavora come antenna e più lo alleniamo a sentire l'extrasensoriale più diventa preciso. Il rituale del mettersi seduta, preparare l'ambiente, fare una visualizzazione ecc. era diventato superfluo da anni perchè ero sempre ricettiva. All'inizio ero un rubinetto che si apriva e si chiudeva poi ero un canale sempre aperto. Lo stop in questo senso è stato una benedizione, ma essere disconnessa mi ha fatto sentire sola. Col tempo ho scoperto che vivere da babbana, per dirla alla Harry Potter, non era affatto male! Potevo visitare qualsiasi luogo, casa, ospedale, incontrare persone nuove senza dovermi preoccupare di proteggermi per non ricevere informazioni o di purificarmi perchè non c'era pericolo di contagio energetico o altro. Questi termini ora mi fanno sorridere perchè sono in una fase di consapevolezza completamente diversa perché oggi so che ciò che è fuori fa da specchio a ciò che è dentro.

In questi anni di fermo ho avuto modo di riflettere su cosa era per me il channelling, su come lo intendevano gli altri e soprattutto cosa era rispetto a ciò che stavo integrando e studiando.
Non so se avrai la pazienza di leggere questo lungo post fino alla fine ma ti anticipo che un paio di giorni fa ho iniziato un libro che mi ha aperto gli occhi su molte cose e mi ha confermato alcuni sospetti di cui parlerò appena avrò rimesso insieme i pezzi.

Cos'è la canalizzazione (per me)

Canalizzare per me era un modo per fare meditazione e comunicare con la mia parte saggia usando l'intuito come veicolo per comunicare con il mio Se Divino (alcuni lo definiscono spirito guida con un approccio più romantico e illusorio). Non contattavo spiriti di trapassati perchè per me quello non è canalizzare, ma è medianità. All'inizio ricevevo informazioni che mi hanno aiutato a superare gli attacchi di panico, poi ho iniziato a ricevere (a livello del pensiero) informazioni anche su altri. Ho pensato spesso di essere diventata matta. Molto spesso. Quando mi sono arrivate le prime conferme su alcune cose che avevo riferito, mi resi conto che ero sulla strada giusta. A volte sapevo cose sul passato o sul presente delle persone che non mi erano state dette da loro. Accadeva quando, per qualche motivo, l'informazione era necessaria. Io ero solo un mezzo, un canale, appunto.

In seguito la canalizzazione era diventato un viaggio nel mondo dello spirito. Potevo chiedere alla mia parte divina cosa fanno nell'Oltre il velo, come sono organizzati e un sacco di cose sul tipo di guide e di energie, sui bambini nuovi (bambini indaco, cristallo e arcobaleno che sono già noti, ma mi parlarono anche di diamante in una canalizzazione).

Ho ricevuto informazioni su cose di ordine generale con un certo anticipo e non ho mai diffuso i messaggi perchè non sentivo fosse parte del mio compito e non volevo espormi. Avevo un paio di confidenti diventati fidati testimoni (uno l'ho sposato così sono sicura che non parlerà! E ancora non so come faccia a stare con me e con il mio sentire). Il channelling era una cosa privata, non ho mai formato gruppi o cerchi ed è sempre rimasto riservato a pochi intimi perchè il mio obiettivo era crescere e aiutare chi mi stava vicino a fare un percorso. Era questo per me. Il channelling era un modo per imparare cose su di me e sul mondo visibile e invisibile.

Cos'era il channelling per gli altri

All'inizio mi sentivo privilegiata. Perchè mi rendevo conto che quello che vivevo, dopo aver escluso l'ipotesi della follia imminente, non capitava a tutti. Anche per questo restava un fatto personale, intimo. Quando ho realizzato come venivo vista, grazie al passaparola degli amici, ho capito che non mi piaceva. Non esistevo come persona ma solo come canale. Se chiedevo: "Ciao, come va? Tutto bene?" mi rispondevano "Perchè? Ti arriva qualcosa per me?"
Era frustrante. Se davo un'opinione mi veniva sempre chiesto se era mia o delle guide. Le persone mi vedevano come quella strana. E all'epoca ancora non indossavo i pantaloni alla turca!
Alcuni mi temevano perchè avevano paura scoprissi i loro segreti. 😀 Sorrido ancora al pensiero.
Altri mi invidiavano perchè era figo pensare che parlassi con gli spiriti guida o gli angeli e mi vedevano come dotata di un dono speciale. E ci sta, era fighissimo ma non c'era nulla di speciale! Tutti possiamo usare consapevolmente i nostri doni. Non ero privilegiata o strana. Ho solo lavorato con più costanza e impegno perchè mi piaceva parlare con le guide di energia ed evoluzione esattamente come mi piace chiacchierare con voi di scarpe, tisane, tazze, cibo e libri.

In questi anni non sono stata completamente disconnessa. Alcuni messaggi sono arrivati, ma in forma diversa. Certo, la modalità è meno suggestiva e speciale ma è questo che appassiona tanto. Stupire relega i messaggi nella sfera del potere personale che non ha nulla a che fare con la dimensione della spiritualità.
Non mi piaceva l'uso che veniva fatto del channelling. Non parlo di chiedere i numeri del lotto (c'è sempre chi ci prova) ma dell'atteggiamento di delega delle proprie scelte all'altro.

Il channelling non è un mezzo divinatorio. O meglio lo è perchè ciò che pensiamo oggi determina il nostro futuro. L'obiettivo  del channelling è aiutarci a capire chi siamo, quali doni abbiamo, cosa possiamo fare e come riconoscere il nostro compito.

Cosa non volevo diventasse

Non volevo che diventasse un alibi per le persone per non ascoltarsi. "Chiedo alla guida così risolvo il problema". Non funziona così. Le guide o gli angeli danno indicazioni, ma non possono sostituirsi a noi.
Non volevo che mi considerassero privilegiata per quello che facevo. "Beh, così se hai un problema chiedi a loro. Sei fortunata". Non ero una privilegiata con un dono speciale. Lo ripeto ancora: tutti abbiamo dei doni extrasensoriali che possiamo coltivare. L'ho scritto più volte anche in Koru  perchè per me è fondamentale che arrivi questo messaggio. E non ha nulla a che vedere con l'ego perchè è proprio quando si fanno le cose spinti dall'ego che si rischia di finire in manicomio. E mi era già bastato il tirocinio in reparto psichiatrico per capire che quel posto non faceva per me.

So che per un certo periodo il channelling è stato il mio dono. Scrivere non è il mio dono. Mi serve solo per raccontare storie sui temi che conosco, ma so di non avere una penna eccelsa. Scrivere è il mezzo che mi aiuta a raccontare del mio dono. E con dono intendo la possibilità di comunicare su altri piani dopo anni di esercizio e lavoro su di sé.
Il channelling però cozzava con la legge di attrazione. O determiniamo la nostra vita in tutto e per tutto oppure ci affidiamo al sentire.

Mi piacerebbe poter insegnare alle persone a comunicare con il Divino o il Tutto (o come ti piace chiamarlo) restando centrati come facevo all'epoca. Non so se troverò il giusto incastro tra la legge di attrazione e il sentire della canalizzazione. Come dicevo all'inizio sono in piena fase di riscoperta di ciò che è successo davvero in questi cinque anni e di come ho la sensazione di essermi involuta rispetto a prima. Se sei curiosa di sapere a che conclusioni arriverò, resta da queste parti perchè sono in un anno personale 9 e tutto corre veloce.

Sono curiosa di sapere che esperienze hai avuto di channelling. Ti è capitato di incontrare la tua guida? Ti sei rivolta ad altri canali per farlo o hai una tecnica tua?

NB. A luglio del 2017 ho ripreso a canalizzare ma non è un servizio che trovi sul blog perché è riservato a chi è già cliente e agli iscritti alla newsletter. La scelta deriva dal fatto che ho rispetto di questo strumento che è utile solo se viene inserito in un percorso più ampio, responsabile e consapevole.

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