Come sarà la famiglia nel futuro?

Se avessi la macchina del tempo mi piacerebbe andare nel futuro per vedere come sarà cambiato il concetto di famiglia tra trent'anni. Voi riuscite a farvi un'idea di come sarà? Vi spiego perchè ho questa curiosità. Avevo dubbi sul pubblicare questo articolo poi una serie di sincronicità mi hanno spinto a postarlo. Il dubbio è legato al fatto che è un post meno tecnico e più legato alla pedagogia che non ai discorsi olistici. Anche se il confine è sottile. Oggi festeggiamo due anni di matrimonio. E' un privilegio che alcuni non hanno solo perchè la società glielo nega. E non dovrebbe essere un privilegio ma un diritto. Fino a ora credo sia una delle cose più coraggiose che ho fatto. Ho avuto meno timori ad accettare di lavorare in un ex manicomio quando avevo ventun'anni che non per sposarmi. Il coraggio non è nelle cose che facciamo, ma nel decidere di affrontare e superare il timore che le rende per noi quasi inavvicinabili.
Mi chiedevo della famiglia del futuro perchè le scelte che facciamo oggi come genitori avranno ripercussioni sui nostri figli una volta diventati adulti. Questa influenza non è dettata dalla scelta in sè quanto dalla percezione sociale che si ha di cosa è giusto e normale e di cosa invece non lo è.
I miei genitori si sono separati quando avevo nove anni. Sono passati 30 anni. (Tutti a fare i conti sulla mia età. Non sforzatevi, fa caldo. I prossimi sono 39). Oggi i figli di separati sono all'ordine del giorno, ma all'epoca eravamo una sorta di appestati da evitare. Non lo dico per scherzo eh. Ho vissuto scene assurde, ve le risparmio.
Poi è stata la volta delle famiglia interraziali (o miste). Ho vinto anche quella e ne sono felice. Ieri ho visto su skype mio fratello minore e mi ha detto che è stato promosso. Mia sorella invece, a fine anno fa la conta dei premi ricevuti come miglior studente della scuola. All'inizio le coppie miste erano poche e destavano qualche sospetto e molti pregiudizi. Quante volte avete sentito storie di badanti che sposavano l'assistito accompagnate dal commento "Sicuramente lo fa per la cittadinanza o per i soldi?"
Ora è il turno delle famiglie gay che lottano per vedere riconosciuti i loro diritti. Possiamo parlare anche di figli nati da fecondazione assistita piuttosto che adottati o disabili. Tutta questa premessa per dire una cosa semplice, semplice. Non è la situazione familiare che vivono i minori a creare il danno quanto il pregiudizio e gli ostacoli creati dalla società. Ogni cambiamento ha bisogno di una rottura, è indubbio. Però davvero non ha senso etichettare per anni le situazioni. Questo è il vero danno. Ogni volta che lottiamo per impedire un cambiamento disperdiamo un sacco di energie.
Oggi i figli di separati sono la normalità. Quando ero piccola io non lo era. Questa etichetta mi ha fatto crescere, e come me molti altri figli di separati dell'epoca, con la fobia del matrimonio. Provate a parlare con cinque adulti, figli di coppie separate, cresciuti negli anni '80. Se li trovate. Chiedete loro cosa pensano oggi del matrimonio. Vi diranno che preferiscono la convivenza oppure che sognano il matrimonio in grande, ma servono soldi quindi non vanno neppure a convivere. Ricordo che lessi una ricerca molti anni fa che dimostrava che i figli di separati hanno maggiori percentuali di separarsi a loro volta. Non mi dilungo su questo e, visto il tempo passato, può essere che la ricerca sia stata smentita in qualche modo.
La stessa cosa vale per le famiglie multietniche. Quando andavo in giro con mia sorella (oggi ha 18 anni ed è un bel pezzo più alta di me, non che ci voglia molto eh!) mi chiedevano: "Dove l'ha presa?" Confesso che a volte avrei voluto rispondere cose assurde.
Capite qual è il rischio? Il pregiudizio degli altri fa sentire sbagliati.  Lo hanno già detto in molti ma lasciatemelo ribadire: riconoscere i diritti ad altre persone non toglie nulla a noi. E nessuno ha il diritto di far sentire un bambino sbagliato. Non voglio questo per i bambini che stanno crescendo ora che si scontrano con i pregiudizi.
Spero che fra qualche anno, molti meno di trenta, la famiglia sia autentica e reale ancor prima che ideale. Famiglia ideale per chi? Per la maggioranza della popolazione? Quale popolazione? Quella dentro i confini dello stivale o ci ricordiamo che siamo qualche miliardo su questo pianeta e altrove vivono già nel 2044 rispetto al diritto di famiglia?
Quando mio marito mi ha buttato l'antifona sulle nozze sapeva bene come la pensassi al riguardo. Il mio timore era frutto di un pregiudizio inverso. Non sulla separazione (che era naturale per me ma non lo era per la società) ma sul matrimonio.
I figli di coppie separate, miste, gay, adottivi, da fecondazione ecc. vivono naturalmente la loro realtà esattamente come le altre famiglie. Pensateci quando giudicate perchè non sono i genitori che gli stanno facendo del male. Siamo noi. Mi ci metto anche io perchè faccio parte della società. Se avete davvero a cuore il bene dei minori, osservate con amore l'amore. Il giorno in cui la famiglia sarà famiglia senza bisogno di etichette per distinguere la varietà di situazioni vorrà dire che l'amore verrà prima dei pregiudizi.
E ora scusate, vado a organizzare i festeggiamenti.

Comments

  1. Ashley Ancordi

    CIAOOO!!!♥♥♥♥♥♥♥♥♥♥♥♥♥♥♥

  2. Quello che dici è molto giusto e rientra in un tema che mi sta molto a cuore, la diversità. Sentiamo spesso dire che la media non esiste, che la diversità arricchisce ma quando sei “fuori” lo senti eccome, o meglio te lo fanno capire!
    Io sono mamma di un bambino un po’ speciale e con lui ho scoperto quanto possa essere doloroso non adattarsi ad un comportamento considerato nella norma, non importa quello che sei ma quello che “non sei” rispetto a delle aspettative socialmente condivise .
    Così è per la famiglia, finché non sospenderemo il giudizio basandoci su un quadretto di normalità decisamente privo di senso umano, non potremo vivere in una società davvero accettante ed inclusiva.
    E’ un grande sogno che provo a portare avanti nella mia quotidianità, ma non è facile.

    1. Marzia io ho un cognato speciale e vedo le battaglie e la fatica dei miei suoceri ogni giorno. So che non è facile ma se insieme visualizziamo una realtà diversa e ci muoviamo per far comprendere che la diversità è legata anche alla mancanza di diritti riconosciuti, potremo solo cambiare in meglio. 😉 Non è facile ma portiamo avanti il sogno. 😀

  3. Marco

    Beh,devo dire che sei stata veramente coraggiosa a “celebrare” un “matrimonio”, perchè oggi come oggi le coppie e le famiglie si sciolgono come “neve al sole”,
    forse tra non molto si scioglierà anche la mia; e senza che si sappia il perchè…Poichè l’amore finisce e basta,
    quello, ci si sente dire.! Come se una relazione tra esseri umani,magari durata 25 anni fosse un fazzoletto usa e getta…..! Ti auguro sinceramente che il tuo amore sappia continuamente rinnovarsi e rimanere vivo e autentico
    Marco

    1. Ciao Marco, mi dispiace che il tuo rapporto stia passando un periodo difficile. Rinnovarsi credo sia necessario per qualsiasi tipo di rapporto. Il fatto è che le persone crescono, cambiano e non sempre si resta sullo stesso binario. In bocca al lupo per il tuo matrimonio.

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