Sensazione di precipitare nel sonno

Quando si parla di OBE (Out of Body Experience) o viaggi astrali le domande fioccano. Un po' per curiosità, un po' per paura capita di voler indagare su alcune situazioni particolari come la sensazione di precipitare nel sonno. Vi è successo?
Ho cercato informazioni più o meno scientifiche, ma abbastanza semplici da capire. Le trovate in questo articolo sul sussulto di transizione. Nel momento in cui ci addormentiamo, o passiamo da una fase di sonno all'altra, il corpo cerca di adeguare il metabolismo e l'attività muscolare e a volte si crea questa sensazione di caduta.
Molti riferiscono di sognare di precipitare nel buio, di volare e cadere per poi svegliarsi di soprassalto con il cuore che batte all'impazzata, magari sudati e spaventati.
Sapete che non amo il sensazionalismo e, per completezza d'informazioni, prima di etichettare un episodio mi piace valutare tutte le ipotesi. Proprio per questo una delle prime cose da chiedersi é:
"In questo periodo sono ansioso o agitato per qualcosa?"
La domanda è tutt'altro che banale. Infatti, queste percezioni sono favorite da situazioni d'ansia e di tensione interiore.
Al di là dell'aspetto scientifico che trovate al link qualche riga più su, non mi sento di escludere una resistenza al sonno che è una piccola morte e richiede di abbandonarsi, di smettere di voler controllare tutto e di affidarsi.
Ma torniamo alla sensazione di caduta che ci sveglia. Esistono anche teorie non scientifiche, al momento non mi pare ci siano studi che dimostrino il viaggio astrale in modo riconosciuto, secondo cui questa vertigine sia dovuta all'uscita del corpo astrale. Allontanandosi avverte la sensazione di vuoto e di volo e si ripiomba nel corpo.
Detta così sembra più complessa di quello che è. Ho già parlato di viaggi astrali orizzontali e verticali. Durante il viaggio astrale il corpo astrale si allontana dal corpo fisico e viaggia, cioè si sposta, o sul nostro piano o sui piani superiori.
Si dice che un filo di energia argentata tenga il corpo astrale legato al corpo come un cordone ombelicale. Alcuni parlano del pericolo che questo cordone si spezzi. Altri parlano della difficoltà di rientrare e dei rischi del rientro perchè può essere pericoloso. Di fatto precipitare non è il massimo e ci si schianta!
Non so dirvi cosa ci sia di vero e credo che nessuno possa darvi informazioni verificabili e ripetibili al riguardo, ma se avete notizia di ricerche serie avvisatemi. In alcuni libri ho letto di viaggiatori astrali che hanno portato prove dei loro viaggi orizzontali. Prima che me lo chiediate ve lo dico io. No, non ho mai visto il mio corpo dall'alto e non ho avuto esperienze di corde argentate che mi tenevano legata tipo palloncino sospeso. Sarei terrorizzata da un'esperienza del genere.
Su alcuni libri e siti si trovano esercizi vari su come fare esperienze di astrale. Chi consiglia di uscire dalla testa, chi dalla pancia ognuno suggerisce una ricetta. Secondo me forzare questo tipo di esperienze è dannoso e controproducente. Non ha senso imporsi di fare questo o quello. Il nostro corpo e la nostra energia sanno quando siamo pronti per avere un certo tipo di esperienze in modo naturale, senza sforzo, senza ricette confezionate da altri ma guidati dal nostro sentire interiore che è più saggio e più giusto per noi rispetto a tutto ciò che possono dirci altre fonti.

La mia esperienza
Ho iniziato ad avere la sensazione di precipitare fin da piccola. A 14 anni il risveglio era traumatico. A 21 il risveglio era sempre alle 3:30 di notte. Quasi avessi avuto uno sveglia in testa. Come ho già detto in altre occasioni, non amo le percezioni extrasensoriali troppo fisiche (tipo pirocinesi o piegare i cucchiai alla Matrix). Sia in sogno sia in meditazione non amo spostarmi su questo piano perchè richiede, almeno a me, un sacco di energie. Mi è successo di fare dei viaggi di questo tipo più per sfida con me stessa che per altro. Ma ero giovane, curiosa o scettica. Pure un po' pirla. Preferisco, perchè mi viene spontaneamente, andare su piani più sottili e generalmente in sogno. Diciamo che durante i sogni ho avuto la possibilità di avere vari contatti con una buona protezione e vi racconterò, se vi andrà di leggere, qualche aneddoto particolare. Tipo la volta in cui mi sono trovata in America a mangiare un panino in un fast food e sono tornata con lo scontrino in tasca. Scherzo, ovviamente. Ma so che c'è chi ha fatto questo tipo di esperimenti. Non ne capisco l'utilità. Cioè oltre a mangiarsi un panino (per me vietatissimo) e avere una prova della possibilità di fare viaggi astrali, ho difficoltà a capire alcune scelte.

A questo proposito vi segnalo un libro molto interessante che lessi quando ero in cerca di risposte. Il mio percorso è costruito così. Studiavo e cercavo spiegazioni per capire cosa vivevo e cosa stava accadendo. Non ho dovuto fare corsi o altro per le cose extrasensoriali. Ho solo cercato risposte. Il libro è vecchiotto, ma forse è ancora reperibile. Non è di facile lettura. Nel senso che i contenuti sono piuttosto intensi. Racconti di un viaggiatore astrale è un libro canalizzato. O meglio è il resoconto dei viaggi fatti dagli ex coniugi Daniel Merois e Anne Givaudan, che sono stati tra i primi viaggiatori astrali riconosciuti a livello internazionale.

Comments

  1. Mi interessa tantissimo quando parli di contatti con una “buona protezione”. Puoi raccontare di più per piacere?
    Grazie.
    Ti leggo sempre e commento pochissimo, dovrò smettere di stare nell’ombra..!

    1. Ciao Why, intendo che viaggiavo e di notte ero accompagnata sempre dalla stessa entità di energia maschile. Ho avuto contatti con lui per molti anni. Avevo accesso ad alcuni piani, a qualche riunione celestiale ed era bello poter osservare.
      Grazie di qs feedback. Se leggi spesso significa che trovi spunti interessanti. Non amo le forzature quindi fai ciò che senti giusto per te. Sono felice tu abbia trovato il coraggio di affacciarti. 😉

  2. Cristina

    Interessante questo argomento, mi ha sempre affascinato l’idea del corpo astrale che viaggia , ma l’ho sempre visto un po’ come una bella favola, in passato cercavo di addormentarmi pensando ai viaggi astrali ma non succedeva niente, per vari motivi miei rimango un po’ scettica al riguardo, ma mi piace leggere notizie e racconti al riguardo forse una parte piccola di me li crede possibili, Ciao

    1. La mente può prendere distanza ma forse la tua parte saggia sa che sono possibili. Non è una cosa facile e spesso più ci si accanisce più non succede nulla perchè si resta focalizzati sull’assenza di risultato. Io non amo le forzature in nessun campo e men che meno in questo. Secondo me ognuno ha un dono ed è bene seguire il proprio intuito per imparare a usare il proprio mezzo al meglio. Il resto può essere rischioso e frustrante. 🙂

  3. Irene

    riguardo all’esperienza di Obe
    il pro. Malanga spiega che quando è lo spirito ad uscire ha un “kilometraggio” limitato, non può allontanarsi troppo perchè ha un “cordoncino” che lo unisce al corpo e potrebbe spezzarsi se si allontana troppo.
    Se invece ad uscire è Anima, beh lei può andare dove le pare.
    Secondo Malanga e lo attesta con tanto di prove, ipnosi regressive ecc..solo il 20% dell’umanità possiede Anima, gli altri solo mente,corpo e spirito.
    tu cosa ne pensi? Io è qualche annetto che lo seguo e credo in quel che dice, in alcune ipnosi regressive è proprio Anima che spiega che lei non è in tutti, alcuni sono “vuoti”, per questo mi sono avvicinata alla spiritualità, per capire se,come credo, sono “vuota”.
    Chi possiede Anima ha delle capacità in più degli altri esseri umani.
    Anche gli antichi egizi lo sapevano “le Ba (anime) sono contate”

    1. Non conosco Malanga quindi non posso esprimermi circa il suo lavoro e ciò che sostiene. Il discorso del kilometraggio limitato e del cordoncino è stato fatto per molti anni anche per mietere un po’ di panico per chi voleva fare esperienze di Obe. Rientra sempre nel discorso del *potere* e dell’essere privilegiati che non mi trova molto d’accordo come approccio.
      Ti dico cosa sento di pancia e cosa ho sperimentato in questi anni. Se fossimo contenitori ‘vuoti’ saremmo come automi. Quindi mi chiedo che senso avrebbe fare esperienza terrena se non per fare numero? Non ci sarebbe un discorso evolutivo. Chi stabilisce chi ha l’anima e chi no? Esistono individui di serie A e di serire B, quindi?
      Non sono d’accordo. Non lo sento affine al mio sentire. Forse avrà ragione lui, non ne discuto, e alla fine anche la definizione di corpo, mente, spirito indica ‘solo’ livelli e manifestazioni di energia con densità e vibrazione diversa.
      Ecco perchè trovo pericoloso questo discorso. Instillare il dubbio che solo alcune persone siano ‘piene’ crea un alibi e una convinzione pericolosa quanto le varie limitazioni religiose. Forse per questo lo segui e credi in ciò che dice. Perchè trova un terreno fertile in cui si radica il tuo dubbio di essere vuota. A cosa ti serve pensare di non avere un’anima? Quale beneficio secondario hai da questa credenze limitante?
      Tutti abbiamo capacità straordinarie! Tutti. Lo ripeto da anni. Tutti abbiamo doti etrasensoriali, intuito, sensibilità ma siamo stati educati a non sentire, non ascoltare, non sperimentare nulla che sia diverso da ciò che la massa considera giusto e corretto.
      L’ipnosi regressiva è fatta bene quando fatta da professionisti seri. E anche in questo caso (sulla tecnica) ho alcuni dubbi. Come facciamo a sapere che il ricordo avuto non sia frutto di qualcosa ‘pescato’ nell’intelligenza collettiva invece che vissuto direttamente dalla persona ipnotizzata? Questo modo di pensare è molto duale, un po’ vecchio come approccio. Non esiste un dentro e un fuori, non esistono (per me) persone piene e vuote. Siamo ciò che vogliamo e crediamo di essere. 😀 Namasté

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