Rabbia: rubarsi energia

Oggi avevo in programma un post sulle intolleranze alimentari, ma sono ancora in attesa dei risultati dei test quindi rimando di qualche giorno nella speranza che sia sufficiente perchè inizio a sentire una certa impazienza. Nel fine settimana ho avuto modo di riflettere sulla rabbia e sull'effetto cascata che genera.Partiamo subito col dire che la rabbia è una scelta. Accadono dei fatti e noi possiamo reagire arrabbiandoci oppure no. Il livello di reazione con rabbia in genere è direttamente collegato a quanto è scoperto e dolente il nervo che viene toccato. Sapere che la rabbia è una scelta ci fa diventare responsabili e consapevoli delle nostre emozioni. Non sono gli altri che ci fanno arrabbiare. Non è vostro figlio o il vostro collega che vi fa arrabbiare. Siamo noi che scegliamo di rispondere con lo schema della rabbia.

Posto questo assunto di base facciamo un passo avanti e veniamo al nodo centrale. Vi chiedo di immaginare la rabbia come se fosse energia o carburante. Se andate sotto una certa soglia siete in riserva. Se in ufficio vi fanno arrabbiare tornerete a casa irascibili e probabilmente basterà una piccola cosa per farvi saltare i nervi. Chi vi ha provocato in ufficio ha 'rubato' un po' della vostra energia e ora voi dovete trovare qualcuno che vi restituisca parte di quell'energia.
La stessa domanda posta in momenti diversi può portare a reazioni diverse.
Perchè? Perchè la nostra realtà si basa sulla percezione che abbiamo del mondo e sulla decodifica che mettiamo in atto.

Vi faccio un altro esempio. Se vostro figlio vi fa incavolare perchè non riordina la stanza come gli avete chiesto mille volte, forse non vi sentite ascoltati e arrivate al punto di pensare che lo faccia di proposito per farvi arrabbiare. Escludiamo le considerazioni di tipo psicopedagogico perchè altrimenti vien lunga! Il suo non fare potrebbe farvi alterare e se non scaricate su di lui la rabbia lo farete con la prima persona che vi capita a tiro in un lasso di tempo piuttosto ristretto perchè non potete girare in riserva. Questo è quello che mi piace chiamare effetto a cascata della rabbia. Gli effetti della provocazione che qualcuno butta addosso a voi (perchè li percepite così cioè attribuite quel significato), finiranno su altri in una catena infinita, o quasi, di passaggi e cessioni. Il non mettere a posto la stanza assume per voi significati diversi. Se durante la giornata qualcuno vi ha fatto alterare è possibile che la vostra reazione al non sistemare la camera sia di rabbia. Così costringerete vostro figlio a sistemare e voi riavrete la vostra dose di energia. Se durante la giornata non avete avuto contrasti, avrete la pazienza di mettervi in ascolto e aprire una trattativa per arrivare al risultato 'stanza in ordine' senza che nessuno si senta costretto, manipolato, minacciato, aggredito.

Veniamo al punto fondamentale. Si parla di energia che viene rubata. Ci sentiamo provocati e rispondiamo per difenderci, per avere ragione o per qualsiasi altro motivo. Il concetto di rubare però ci pone in una posizione di passività. E' come se subissimo le scelte altrui e non è così perchè noi possiamo sempre scegliere. Infatti, nel momento in cui intuiamo che l'altro è a caccia di energia e ci accorgiamo che il discorso prende una brutta piega, dovremmo aver la lucidità per sottrarci al gioco di energia e tagliare la corda! Scegliamo di non cedere energia. Sapete cosa succede quando qualcuno ha voglia di prendere energia e voi non la cedete? Accade che il suo livello di energia va in riserva e si arrabbia ancora di più perchè sta sprecando ulteriormente parte della sua energia quindi se voi non siete disposti a cederne andrà a far rifornimento altrove chiedendone molta di più, con molta più rabbia e scaricando addosso ad altri per non interrompere l'effetto cascata.

Chi è spesso arrabbiato, triste e deluso dalla vita fa di questo schema un vero e proprio modo di vivere e si nutre dell'energia degli altri perchè non è in grado di procurarsi energia in altro modo. Alcuni in gergo li chiamano vampiri energetici e credo che l'immagine sia esaustiva. Il punto è che tutti siamo più o meno sensibili all'effetto cascata della rabbia e diventare consapevole delle proprie risposte emotive ci aiuta a restare centrati mantenendo così al sicuro il nostro livello di energia.

Riassumendo.

La rabbia è una scelta.
Scegliamo la rabbia come risposta alla percezione che abbiamo della realtà.
La rabbia si muove per effetto a cascata.
Possiamo scegliere di non cedere la nostra energia ad altri.

Se vi va di parlarne vi aspetto qui sul gruppo Spiritualità e Benessere.

Per spiegarvi meglio il meccanismo vi lascio questo video dal film La profezia di Celestino, tratto dal libro di James Redfield.
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Comments

  1. Annalisa

    Vediamo se ho ben compreso. Se io con molta calma certo di far capire ad una persona che il suo comportamento nei miei confronti è scorretto e magari gliene preciso anche le ragioni, non mi sto arrabbiando, ma sto dialogando, giusto?
    Nel caso specifico la persona è molto sicura di sé, spesso la sua sicurezza sconfina nell’arroganza. Mi spiego meglio: si comporta in maniera molto critica verso gli altri e il loro lavoro. Questo anche a sproposito, e lo ritengo un comportamento arrogante.
    Grazie!

    1. Ciao Annalisa, esatto. Il punto è l’intento. Tu vuoi comunicare la tua percezione a questa persona.
      Di contro l’altro decodifica il tuo messaggio e potrà rispondere in modo pacato oppure alterarsi se la sua percezione è falsata dal ‘nervo scoperto’ che hai toccato. In questo caso enorme differenza è data proprio da come esprimiamo in nostro dissenso e dal tono che abbiamo.
      Generalmente chi lo fa per provocazione fine a se stessa (e per rubare energia) viene percepito come invadente e aggressivo.
      Ma non è detto che questo sia il nostro intento!
      Se la persona è molto sicura di sè, al punto da apparire arrogante, significa che è caratterialmente molto rigida e forse non tollera che le cose possano essere fatte in altro modo. In questo caso, per prevenire ogni conflitto, io in genere mi sottraggo all’ascolto della critica stessa.
      C’è chi dice “Non mi piace, l’avrei fatto diversamente” e chi invece fa passare “E’ incompetente non si fa così” e in questo caso può essere, lasciamo il beneficio del dubbio, che la reale intenzione sia raccogliere complimenti e svilire l’altro per dare spazio al proprio ego.
      Quando vedo che siamo di fronte alla seconda ipotesi preferisco riportare il focus sulla questione andando oltre la critica personale.
      Non dimentichiamoci la legge dello specchio! Gli altri ci rimandano sempre parti di noi che fatichiamo a vedere e riconoscere. 😉

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