Percezione extrasensoriale: la negazione

In occasione dell'ultimo plenilunio ho organizzato, dopo anni, un cerchio di meditazione a distanza per poche persone. L'obiettivo era ricaricarsi e lasciare andare dubbi e paure per preparare il terreno alla semina primaverile. Parliamo della prima fase della presa di consapevolezza della percezione extrasensoriale ossia la negazione. Ho invitato le partecipanti a condividere ciò che avevano visto e vissuto. Mi piace molto il momento della condivisione perchè spesso restituisce, soprattutto a chi partecipa per la prima volta, una conferma di ciò che si è visto, sentito, percepito.
Il titolo parla di extrasensoriale e la meditazione in sè è un andare dentro di noi. La meditazione in gruppo (e a distanza) ci connette  però con altre persone, energie, anime e il risultato è entusiasmante.

Sono tanti anni che mi occupo di queste cose eppure, ogni volta, c'è sempre qualcuno che dice: "Forse era la mia mente o solo la mia fantasia, ma ho visto questo..."  e iniziano a raccontare. Ogni volta sorrido perchè mi fanno tenerezza. Il dubbio, legittimo, si radica sul fatto che non crediamo sia possibile connettersi a distanza, sentire, percepire, ricevere informazioni sugli altri, sul passato, il presente o il futuro. Non parlo solo della meditazione quanto di ciò che possiamo sentire durante questo tipo di esperienze.

Questo dubbio però è duplice. Da un lato ci si chiede se sia possibile connettersi, dall'altro ci interroghiamo sulla nostra abilità di poterlo fare. Basta prendere un po' di distanza per rendersi conto che queste incertezze si radicano su due convinzioni precise.

Esiste solo ciò che possiamo percepire con i sensi

Cerco sempre di spiegare le cose nel modo più semplice possibile soprattutto per chi è all'inizio del percorso. La scienza si occupa di spiegare l'universo con regole, numeri e leggi attraverso esperimenti che siano replicabili. Eppure la scienza non è ancora riuscita a spiegare tutto perchè alcune cose rientrano nell'ambito non fisico, difficilmente misurabile, nell'esperienza che va oltre i sensi. Sono sempre più numerosi gli studi che dimostrano che, per il cervello, un pensiero non è diverso dalla realtà fisica.

Leggete attentamente l'esempio che segue. Immaginate di essere nel mio giardino. Ci sono diversi alberi con limoni gialli e grandi frutto del sole e dell'acqua dei mesi scorsi. Immaginate di tagliare il picciolo di uno, poi lo lavate con acqua e solo sfregando inziate a sentire l'essenza di limone provenire dalla buccia spessa e ruvida.
Ora visualizzate di tagliarne una fetta e di portarla alla bocca. Affondate i denti nella polpa succosa e sentite il gusto aspro stimolare le vostre papille gustative.
Bene, come ha risposto il vostro corpo a questa stimolazione mentale? Spesso si nota un aumento della salivazione dovuta proprio al fatto che il cervello non distingue tra visualizzazione e realtà. Ed è il principio su cui si basa la visualizzazione volta a riprogrammare (che brutta parola!) il subconscio per stimolare la guarigione o il cambiamento.
Quando dubitate che non sia possibile sentire ciò che è distante o che è impensabile avere percezioni extrasensoriali perchè esiste solo il piano fisico, ricordatevi dei limoni nel mio giardino.

Solo frutto della fantasia e della mia mente

Questa convinzione limitante va di pari passo con la precedente. Forse siete convinti che l'extrasensoriale sia facoltà di pochi. E' un dono che non è a disposizione di tutti. Sono i santi o i veggenti che sentono e hanno percezioni. Sono i guru o i medium. Sono le persone illuminate a poter sentire. Siamo sicuri? Tutti abbiamo la possibilità di sentire, ascoltare, percepire, connetterci, ognuno grazie al mezzo che gli è più affine. Però tenere tutto nell'ambito dell'eccezionalità fa comodo a molti. Quindi provate a smettere di pensare che gli altri siano speciali e voi no. Siamo tutti speciali. Ognuno con una sensibilità particolare. E c'è chi si impegna, studia di più e sviluppa diversi canali percettivi, ma è normale. E quando nomino impegno e studio non mi riferisco a costosi corsi quanto a un percorso di crescita quotidiano, di lavoro su se stessi, sul proprio modo di vivere in modo consapevole pensieri ed emozioni. Questo è un allenamento fondamentale per affinare percezione e sensibilità. La meditazione aiuta il cervello e la mente ma, come ho già spiegato, non basta fare mezz'ora di meditazione al giorno e poi vivere il resto della giornata in modo distratto. La meditazione è essere presenti, attenti, ricettivi, aperti, centrati.
Se si pensa che questa cosa sia impossibile per noi, diventerà impossibile.
Se pensiamo che l'impegno non faccia per noi e ci piace vivere come abbiamo sempre fatto, va bene lo stesso, ma continueremo ad avere la solita vita di sempre.
Se pensiamo di essere già consapevoli, illuminati e molto dotati forse c'è ancora qualcosa da rivedere rispetto al proprio ego perchè la crescita personale è un percorso costante e forse siete capitati nel blog sbagliato.
C'è anche chi è consapevole del proprio dono e lo nega per non accettarlo e lo relega nella pura coincidenza o casualità. Ma di questo parlerò quando vedremo l'accettazione.

Chiudo con una nota di servizio perchè mi avete chiesto informazioni sulla pagina di Facebook. Il prossimo cerchio di meditazione sarà riservato agli iscritti alla newsletter del blog. Se siete interessati ai temi del blog, a leggere contenuti esclusivi, se volete candidarvi per il regalo del mese o partecipare alla meditazione gratuita, iscrivetemi usando il form che trovato sulla destra. Grazie!

Comments

  1. chiara

    il tuo blog e’ veramente bello! Complimenti Silvia!!

  2. Silvia T

    Innanzitutto complimenti per il blog e per il libro, che ho appena finito di leggere e trovo molto bello e ricco di spunti. Mi piacciono i simboli neozelandesi che usi. Per quanto riguarda le percezioni extrasensoriali io credo che capiti a tutti di averne ma è difficile distinguere tra la propria voce interiore che parla di sogni e paure da quel sussurro che apre la porta del sentire, quindi a volte mescoliamo le cose e alla fine ci convinciamo di aver sognato, almeno a me capita spesso così..è un cammino lungo quello che porta a crescere e a distinguere le cose.
    Grazie ancora per i tuoi bei post e il libro, sono felice di averti “incontrato”!
    Silvia

    1. Ciao Silvia,
      grazie dei complimenti.
      I simboli sono stati sapientemente ridisegnati da Christian Minnozzi. C’è un aneddoto divertente che vi racconterò nel video in cui rispondo alle domande che alcune lettrici hanno mandato su Koru. 🙂

      Per l’extrasensoriale. Più avanti parleremo proprio di come riconoscere ciò che è frutto della mente e ciò che invece è sensazione-visione-percezione.
      Piacere mio che tu sia arrivata qui. 😉

      Felice notte

  3. Io credo fermamente nella possibilità di avere percezioni extrsensoriali, la mia idea limitante sta nel pensare di non riuscire a meditare correttamente. Certo in parte dipende dal fatto di avere raramente un momento di vera solitudine in cui potermi rilassare completamente, però spesso rinuncio in partenza. Talvolta credo di aver paura di ciò che potrei ricavare dalla meditazione, sebbene lo desideri moltissimo.
    (continuo ad aver problemi nel commentare, alcune amiche hanno trovato i miei commenti nello spam … ho un nuovo profilo, speriamo funzioni!)

    1. Ciao Marzia, anche io ho trovato il commento in sospeso ma come vedi ho risolto. Scusa per l’attesa.
      Trovare il tempo per meditare è il primo passo di apertura per tastare le nostre potenzialità.
      Il fatto stesso di non trovarlo è indice di un interesse non troppo marcato o, come tu stessa confermi, di una paura che supera la curiosità e ci fa desistere. Se hai timore di iniziare a meditare puoi cimentarti con i percorsi guidati delle visualizzazioni creative. Ne trovi qualcuna molto soft nella sezione scaricabili del blog. Poi fammi sapere. 😉

  4. Pingback: Mathilda Stillday Le 6 fasi della consapevolezza extrasensoriale | Mathilda Stillday

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