Le 6 fasi della consapevolezza extrasensoriale

L'idea di scrivere di questo tema era già nell'aria, ma visto le risposte al test di Koru ho pensato di anticipare l'articolo.
Vi avevo parlato di esercitare le facoltà extrasensoriali e prima ancora avevamo parlato di canalizzazione. In questi 23 anni ho avuto la fortuna di incontrare molte persone che sceglievano un certo tipo di letture, facevano meditazione e si dedicavano alla consapevolezza di sé e a sviluppare i propri doni extrasensoriali. Spesso li incontro proprio quando sono  bloccati e, visto che per la legge di attrazione basta chiedere e si riceve, capita che ad alcuni possa dare il suggerimento giusto per superare l'ostacolo e andare oltre. Per la legge di reciprocità anche io ho sempre qualcosa da imparare da ogni persona che incontro. A volte la lezione è palese, altre volte è meno evidente quindi devo restare in ascolto per un po' più di tempo e tendo a isolarmi un po'.

Parlare con tante persone mi ha dato modo di notare che la presa di consapevolezza dei propri doni extrasensoriali passa attraverso fasi anche per persone molto diverse tra loro. E' come se la scoperta di avere una facoltà richiedesse alcuni step per interiorizzare e metabolizzare il cambiamento in corso. Le ho definite così pensando proprio alle frasi ricorrenti che ho sentito in questi anni.

Sia chiaro che non è una teorizzazione di tipo scientico o basata su una ricerca, ma solo la conclusione alla quale sono giunta dopo numerosi incontri e chiacchierate.

Andiamo quindi dalla negazione iniziale fino alla pratica e vedremo le varie sfumature di ogni fase perchè non tutti vivono la paura o la fase di onnipotenza allo stesso modo. Nei prossimi post vedremo bene ogni categoria. Intanto pensa a quale fase stai vivendo.

1 - Negazione: è solo fantasia
2 - Prova: vediamo se è vero
3 - Paura: il confronto
4 - Accettazione: fa parte di me
5 - Onnipotenza: posso tutto
6 - Pratica: potere e ego vs. consapevolezza.

Spesso questo tipo di sentire si accompagna al sentirsi sole e isolate perché si fa fatica a parlare con altri di questi temi e si teme di essere giudicate matte. Dato che ho vissuto questo senso di isolamento ho sempre letto e accolto con piacere i racconti di chi ha voglia di condividere questo tipo di percezioni e vuole viverle con consapevolezza.

Sentiti libera di scrivermi oppure suona il citofono sul gruppo FB Le manaia e rispondi alle tre domande di presentazione. In quello spazio abbiamo la possibilità di approfondire molti temi con le dirette tematiche. Ti aspettiamo!

 

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Comments

  1. io oscillo fra la 1 e la 4 in una continua altalena. se la scelta comprendesse me da sola credo che comunque non arriverei alla 5 o 6 perché sono ferma nella mia convinzione che senza mio marito non vado da nessuna parte perché è lui la mia forza.
    per cui se ora è lui ad essere debole devo sostenerlo, e chissà che piano piano non arriviamo al 6 🙂

    1. Ciao Laura,
      la consapevolezza dei propri doni non ha nulla a che vedere con gli altri. Dipende solo da noi e da cosa ci concediamo di vivere, sentire, sperimentare.
      Se cerchi la forza al di fuori rischi di dare ad altri il potere di scegliere per te.
      Se nella coppia ci appoggiamo all’altro creiamo un legame di dipendenza.
      🙂

  2. io oscillo tra rifiuto (che non hai inserito) e onnipotenza. perché delle volte vorresti non sentire quello che senti e preferisci “tapparti le orecchie”. E quindi rifiuti e chiudi i canali pur di non venire sopraffatto da ció che senti.
    L’onnipotenza dall’altro lato ha un lato oscuro, perché tendi a usufruire dei doni per un tornaconto.
    delle volte quindi non riesco a capire dove sia la cosa giusta da fare. Con Koru sto scoprendo come possibilmente tu la pensi a riguardo 🙂

    1. Ciao Sergio, in realtà il rifiuto per me rientra nella negazione. Per questo ho detto che vedremo le varie sfumature interne agli step.
      Il senso di onnipotenza non è legato solo al tornaconto personale ma anche alla gratificazione dell’ego che in realtà è un’arma a doppio taglio anche per un altro fattore meno visibile cioè ci tiene legati a un livello denso, fisico, basso di percezione.
      In Koru ci sono personaggi che vivono vari aspetti dell’avere un dono. 😉

  3. Pingback: Mathilda Stillday Percezione extrasensoriale: la negazione | Mathilda Stillday

    1. Ciao Silvia, se cerchi prove e hai paura significa che stai ‘testando’ le tue possibilità rispetto a ciò che senti. Viverla in scioltezza aiuta a non prendersi troppo sul serio. 😉

  4. Silvia

    Beh…X me, + che negazione è stato dubbio, del tipo: “è vero o sono scherzi che mi fa la mia mente (malata?)”. Però ho accettato. Non sono mai, o ancora, arrivata al senso di onnipotenza. Paura: sì, a volte, quando ho la sensazione di qualcosa di brutto a qualche conoscente e vorrei essermi sbagliata. Mettere alla prova questa cosa: no non l’ho mai fatto

  5. Silvia

    p.s.: ho letto l’articolo sulle 6 fasi, poi ho commentato, e solo in seguito ho letto LA NEGAZIONE. E ho ritrovato le mie parole….

    1. Visto? I tuoi dubbi e pensieri sono comuni in questa fase di scoperta di sè. 🙂

  6. Pingback: Mathilda Stillday 6 passi di consapevolezza: la prova | Mathilda Stillday

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  8. dolcenera

    A me piacerebbe tanto attivare questo dono. Sono sicura che ognuno di noi lo possiede.

    1. Ciao Dolcenera, ognuno di noi ha una sensibilità extrasensoriale e già individuarla e riconoscerla fa parte del viaggio. Sono sicura che troverai la tua strada. 😉

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