Channelling: esercizio graduale

Torniamo a parlare di canalizzazione. Quando si parla di esercizio ci si aspetta una tabella di marcia come in palestra. Per il channelling non funziona così. Avete un momento della giornata in cui vi fermate e non fate nulla? 

Channelling: crea il tuo spazio sacro

Avete uno spazio vostro dentro casa, il vostro spazio sacro, in cui rilassarvi, ascoltare voi stessi, fare meditazione?Forse è il caso di preparare un angolo che potete riservare a questo. Potete chiamarlo altare, spazio sacro o del silenzio o semplicemente spazio relax perchè avrete la possibilità di sentire la vostra essenza, di aprirvi ad ascoltare ciò che si muove, percepire l'energia interiore e l'ambiente. Senza questo tipo di allenamento è diffcile poter ricevere messaggi. Se continuare a far chiacchierare la mente senza fermarvi un attimo è improbabile che possiate sentire altro.

Benefici dell'esercizio per contattare lo spirito guida

Le mie prime sedute di channel duravano 15 minuti. Quindici. Non un minuto di più. Ci mettevo 10 minuti per prepararmi, se bastavano, e altrettarti per uscire dalla meditazione, se bastavano. Quindi ogni volta investivo almeno quaranta minuti e l'incontro era solo di pochi minuti (quindici). Ma serviva come esercizio. Era doveroso passare di lì perchè solo così potevo lasciarmi il resto alle spalle. Quello era il lasso di tempo che il mio corpo riusciva a stare in meditazione profonda senza dare segni di fastidio o 'sofferenza' specie dopo la seduta. Se andavo oltre ero sfinita, mi veniva mal di testa e avevo una percezione alterata del corpo, come se fossi sedata.

In quel quarto d'ora facevo domande mirate, avevo risposte precise e il poco tempo era ottimizzato. Preparavo l'ambiente prima, mi rilassavo, avevo un bicchiere d'acqua a portata di mano e una coperta. Un cuscino morbido dietro la schiena e iniziavo i miei step di rilassamento. Dopo la seduta bevevo l'acqua, perchè mi dava la sensazione di ripulirmi, facevo uno spuntino e fumavo una sigaretta così riprendevo possesso del mio corpo con una delle cose più dense e fisiche che ci siano: il fumo. (Pessima abitudine! Per fortuna ho smesso).
Non lo facevo sempre, solo quando avevo difficoltà a riprendere contatto del mio corpo e volevo togliermi la sensazione fastidiosa di essere sospesa.

Il dietro le quinte del channelling

Fumare non era sano e non aveva nulla di etereo e spirituale, ma in quel momento era l'unico modo che avevo per tornare in pieno possesso del mio corpo fisico e non restare intorpidita e collegata. ll rischio era di continuare a canalizzare per ore, anche di notte, ricevendo informazioni su altre persone costantemente.

Lo racconto per chi si nasconde dietro la volontà di aiutare gli altri e dimentica che i doni extrasensoriali spesso sono impegnativi e difficili da gestire. L'ho scritto spesso perchè davvero credo a volte voler aiutare gli altri, specie quando ci sono di mezzo questo tipo di percezioni e facoltà, nasconda spesso un ego che ha bisogno di essere appagato e 'sentirsi speciali' perchè si hanno dei doni (e c'è poco da vantarsi perchè TUTTI hanno dei doni!) diventa una trappola.

Non pensate che basti fare un corso per alzarsi il giorno dopo con un filo diretto con la Fonte (o come volete chiamare ciò a cui vi collegate che siano i Maestri di Luce, la Grande Madre, i Santi, la Dea, il Se superiore o Se divino, Dio, gli spiriti guida o altro) perché questo obiettivo richiede impegno e costanza.
E non è impegno per alimentare l'ego e poter dire che si canalizza. L'impegno è verso se stessi, per cambiare la nostra vibrazione e capire che possiamo scegliere di elevarci sopra l'ego, la paura e la voce costante della mente per sentire davvero chi siamo, cosa possiamo fare e quale sia la nostra strada.

L'obiettivo è di evoluzione, crescita e impegno personale prima che rivolto agli altri. Questo è l'elemento che sfugge spesso. Se non siamo in grado di aiutare noi stessi non sarà aiutando gli altri che cambieremo la nostra vita. Svegliatevi! Aprite gli occhi. Se avete un dono e ne siete consapevoli iniziate a usarlo per crescere e diventare persone migliori. Quello è il vero obiettivo. Diventare persone migliori ci permette di portare bellezza, pace e consapevolezza nel mondo solo poi potremo aiutare gli altri.

Cosa pensi della canalizzazione? Hai avuto esperienze o eviti perché ne hai paura? Lascia un messaggio o sentiti libera di scrivermi per raccontarmi la tua. 😉

Comments

  1. Pingback: Mathilda Stillday Le 6 fasi della consapevolezza extrasensoriale | Mathilda Stillday

  2. Laura

    Sto cercando di capire cosa sia il c’ha e l’ing è per questo che sto iniziando a seguirti

    1. Ciao Laura,
      grazie di aver scritto. Se vuoi approfondire questi temi ti invito a inviare la richiesta di iscrizione al gruppo Le manaia di Facebook così puoi vedere altre risorse specifiche per questo tema. 😉

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