Channelling: conversazione con Dio

Ho già parlato del channeling, ma ultimamente si parla spesso sul web di Neale Donald Walsch autore di Conversazioni con Dio. E mi sono stupita di quante persone restino meravigliate all'idea di questa possibilità. Credo che ammirare, o invidiare, chi ha un certo tipo di esperienze e ha successo sia facile e sia comodo. Se si immagina il risultato finale, ma non si è consapevoli del percorso che è stato fatto per arrivare lì le cose si complicano e si molla subito.Mi stupisco di coloro che conoscono la legge di attrazione, vivono un percorso spirituale (non religioso) eppure si chiedono come sia possibile comunicare con Dio. Se crediamo che tutto sia energia e vibrazione forse l'idea di un Dio severo e barbuto, piuttosto che compassionevole e bellissimo, è ormai superata. Se viviamo la vita così, cercando di essere consapevoli del presente e attenti dovremmo vedere Dio in ogni cosa come si dice nel vangelo di S. Tommaso.

Se siamo scintilla divina e comunicare con Dio fa parte delle nostre possibilità. E questo accade in mille modi. Non è che un giorno squilla il cellulare e sentite dall'altra parte una voce potente che esordisce dicendo: "Ciao! Sono Dio, voglio parlarti".
Se credete all'energia vitale universale, amore incondizionato, universo, fonte o come preferite chiamarlo, sapete anche che siamo sempre connessi. Anche quando abbiamo le orecchie tappate, siamo delusi, tristi e arrabbiati con gli altri e con la vita perchè noi non ascoltiamo, ma forse c'è qualcuno che ci parla. Come? Attraverso i nostri canali preferenziali. Possono essere l'intuito, la meditazione, i sogni, le visioni, le lampadine o semplicemente il fatto che sentite dentro di voi una cosa senza sapere perchè o come ne siete informati, significa che avete riceveuto un'informazione. Qui bisognerebbe aprire un capitolo a parte sull'Ego e sul potere (nel senso negativo del termine) legato a queste percezioni extrasensoriali, ma rimandiamo ad altra occasione perchè non vorrei stroncare subito i vostri sogni di gloria.

Quando si parla di channelling mi chiedono spesso se tutti lo posso fare. La risposta è sì, però bisogna essere attenti e sapere qual sia il nostro mezzo. Se abbiamo un forte intuito non serve aspirare a diventare un channel parlante perchè forse la voce, la parola, non è la nostra via. La cosa importante è l'esercizio. Canalizzare e ricevere informazioni (dall'Universo, Dio, gli angeli, dall'energia di chi vi sta di fronte o altro) richiede esercizio. Se andiamo oltre questa frequenza, sentire, comunicare, parlare con gli esseri di luce o l'Universo sarà più facile perchè voi sarete sintonizzati su una vibrazione più sottile e spirituale. La spiegazione più frequente che si sente è "Voglio aiutare gli altri". Se volete davvero aiutare gli altri ci sono mille modi molto meno impegnativi e più immediati per aiutare il prossimo. La verità è che spesso si vuole canalizzare perchè si pensa di diventare importanti (ma per chi?) e l'ego gioca un ruolo primario in questa falsa spinta all'altruismo. Quindi  succede spesso che chi canalizza, dà spazio alla propria mente, non parla con Dio e neppure con la parte divina e profonda di sé. Avete avuto conferme di ciò che vi è stato detto? Che tipo di messaggi ricevete? Perchè in realtà il contenuto del messaggio è sicuramente più verificabile che la fonte.

Tutto questo per dire che se volete avere una conversazione con Dio dovete essere sicuri di saper gestire e reggere una conversazione e potrete farlo solo andando oltre il vostro ego, diventando sempre più consapevoli di chi e di cosa siete. L'idea di parlare con Dio può essere gratificante e appagante per molte persone, ma sareste disposte ad attraversare il calvario per arrivare al risultato? La mente risponderà di sì. Ma è davvero questo che vi serve per sentirvi speciali e per aiutare gli altri? Il primo passo è essere sinceri con se stessi. Il secondo passo è l'esercizio per canalizzare ma ne parliamo al prossimo post sul tema.

 

Comments

  1. Questo libro l’ho visto in biblioteca: dopo questo post credo che lo leggerò con la “tua” chiave di lettura.
    Grazie e buon we 🙂

    1. Ho visto solo molti video. Ho sempre molte difficoltà con chi dice di parlare con Dio se lo intendiamo con accezione religiosa.
      Mi incuriosisce sempre l’uso che viene fatto delle esperienze. Mi incuriosisce anche il coraggio che hanno alcuni autori di esporsi.
      E noto che generalmente sono uomini e di origine anglofona.
      Non farci caso, è una riflessione ad alta voce (si fa per dire) che segue una conversazione fatta oggi. 🙂
      Sì, do i numeri. ahahaha

  2. Sto guardando tutti i video collegati di questo autore che non conoscevo, e cio’ che mi stupisce non e’ il fatto che lui chiami Dio quelle risposte che sente (e sai quanto io creda), o il fatto che riesca ad avere un livello di coscienza cosi’ elevato (chiamiamolo cosi’) da riceverle, quelle risposte, o ancora che sia capace di esporsi cosi’ tanto; ma il fatto che cio’ che intende trasmettere con le sue parole (al di la’ delle parole stesse) coincide perfettamente con le risposte che mi sono data.
    No, non ho bevuto eh?
    E non ne capisco un piffero di canalizzazione. Ciao

    1. Secondo me non lo capisci a livello razionale ma comprendi cosa sia a livello profondo. E questo è molto più importante di tutto ciò che possiamo tradurre a parole. 🙂

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