Ansia e attacchi di panico: le ricadute

Nei giorni scorsi ho incrociato più volte persone che hanno avuto ricadute con gli attacchi di panico, ansia e depressione.Come sapete in questo salotto non si affrontano i temi da una prospettiva prettamente psicologica, ma tutto viene rivisto secondo le terapie energetiche e le teorie dello sviluppo personale.

Quando dopo mesi senza attacchi di panico succede che vi troviate ancora nella stessa situazione può essere che state commettendo un errore di valutazione. Mi spiego meglio. Il vostro corpo attraverso le ricadute vi dice che state trattenendo qualcosa, che una parte di voi non si sente ascoltata. Ciò non significa che il lavoro che avete fatto fino a quel momento sia stato vano. Anzi! se la ricaduta arriva dopo tempo significa che ci sono piccole sfumature che non avete ancora individuato e affrontato. L'ansia e gli attacchi di panico vanno affrontato a cipolla. I primi sono spessi, invadenti, paralizzanti e spesso così avvolgenti da contagiare vari aspetti e situazioni della nostra vita. Più ci si avvicina al centro più l'entità diventa gestibile, sono meno invalidanti e più difficili da mettere a fuoco perchè il grosso del lavoro lo abbiamo già fatto. Ma solo se non abbiamo la volontà di ascoltarci nuovamente.
Di frequente sento dire che dagli attacchi di panico non si guarisce. Io non credo sia così. Si guarisce nella misura in cui siamo disposti a cambiare la nostra vita, andare oltre, lasciare andare ciò che non serve e affrontare quello che invece decidiamo di vivere e sentire, senza paura del giudizio. La ricaduta è un campanello che ci ricorda che forse stiamo ignorando qualcosa. Allora leggiamo questo segnale come la volontà da parte del nostro corpo e della nostra essenza interiore di aiutarci a migliorare e non saremo schiavi. Ho già raccontato di aver avuto l'ultimo attacco di panico il giorno in cui ho consegnato la tesi di laurea al docente. Era settembre del 2003. Non ne ho più avuti, ma non ho mai smesso di ricordarmi chi sono, di ascoltarmi, di sentire il mio corpo e capire cosa mi stava dicendo. La mente, il pensiero ci mostrano la paura. Il lavoro su di sé è utile per ogni disagio non solo per gli attacchi di panico. Pensate a chi ha problemi di gestione del tempo ed è sempre stanco e insoddisfatto. Se non si osserva e non individua ciò che gli fa perdere energia e lo manda ko continuerà a ripetere lo stesso errore all'infinito e sarà la salute a farne le spese. Stessa cosa per chi vive situazioni di stress. Se avete mal di stomaco o mal di testa ricorrenti sono sicura che osservandovi e analizzando il vostro agire e sentire riuscirete ad individuare la causa scatenante che vi porta a somatizzare.

Iniziamo a lavorare spostando il focus non sulla paura di trovarci di nuovo nel vortice dei DAP, ma sui passi avanti che abbiamo fatto e sulla possibilità che possiamo lavorare anche sugli ultimi aspetti di noi che ancora abbiamo difficoltà a sentire e riconoscere come nostri. L'immagine mentale di noi deve restare ferma su ciò che siamo al di là dell'episodio appena accaduto. Sono sicura che se leggete la cosa in quest'ottica, magari dopo una bella notte di sonno, riuscirete a vedere una possibilità in più verso la guarigione definitiva e non una condanna di malattia.

Per tamponare prendete qualche goccia di rescue remedy dei fiori di Bach. Più avanti vi darò indicazioni sia dei fiori di Bach e dei giri di EFT che potrete fare.
Iniziate con un bel respiro profondo e ascoltate il vostro respiro. State in ascolto per un po' in questo spazio di silenzio interiore dove tutto è in armonia.

Comments

  1. presente! ogni tanto si fanno rivedere, ma negli ultimi anni ho fatto delle esperienze che mi hanno sbloccata davvero: riprendere l’aereo dopo anni, visitare una capitale straniera insieme a mio marito, rimanere incinta e partorire!!
    quando si affaccia poco poco il timore mi dico: ma Laura, hai partorito e non sei svenuta, hai volato, e non sei svenuta e non hai avuto attacchi di panico durante queste esperienze, vuoi averle ora che stai solo facendo la fila/camminando/uscendo di casa?
    E comunque capisco che si affacciano solo quando sono effettivamente fisicamente stanca (gambe tese, premestruo, oppure ho fame…) so che se sono in quelle condizioni può venirmi un po’ di tensione, e magari sapendo che è dovuta a quello mi passa.
    Un pomeriggio che ero tesa per una cosa lavorativa e dovevo andare al supermercato, mi son detta: cavolo, vuoi vedere che ora per la tensione mi irrigidisco? Ed invece è stato l’esatto contrario, uscire mi ha rilassata, ho pensato ad altro e zero attacchi…a volte basta spingersi più in là e rischiare, e il nostro corpo reagisce come non ti aspettavi 🙂

    1. Esatto, Laura. Spesso ci aspettiamo il peggio. In realtà l’assetto ormonale è strettamente collegato all’ansia e al panico. Spesso in gravidanza i dap tornano proprio perchè non si ha una guida per affrontare il nuovo ruolo e i cambiamenti del corpo e tutto peggiora con la collaborazione degli ormoni.
      Anni fa mi scrisse una ragazza che aveva problemi di DAP. Parlando la invitai a verificare se non ci fosse uno squilibrio ormonale importante alla base del suo disturbo. Mi scrisse dopo tempo dicendo che era andata dalla gine e aveva cambiato contraccettivo. Ascoltarsi (ascoltare se stessi) è il primo passo verso la guarigione. 🙂

  2. Il problema è proprio fare il sonno profondo…
    Scarico tutto nei sogni, ultimamente.
    Rescue remedy a palla.
    Pensavo di esserne fuori, invece no.
    Aspetto gli esercizi.
    E comunque credo ci sia ANCHE una ragione ormonale, in certi sintomi. Mi auguro di risolvere di nuovo e velocemente.

    1. Puoi provare a tenere un’ametista vicina al letto. Aiuta il sonno e in genere all’inizio può alterarne le fasi ma per effetto paradosso potrebbe aiutarti a placare la mente. Se credi ci siano questioni ormonali prova a controllare se ti capita in alcune fase del ciclo precise. In caso puoi tamponare con i fiori di Bach. Oppure indagare la causa del perchè il tuo bel corpicino abbia bisogno di farsi sentire al punto da tenerti sveglia la notte. 😉

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  4. Silvio

    Salve, bei consigli una pagina molto positiva, mi sento di confermare quanto letto, per mia esperienza personale, è tutto nella nostra testa e solo noi possiamo risolvere ciò che noi abbiamo creato, una paura che non c’è, e gli ADP sono solo uno sfogo ai nostri disagi, ai nostri problemi non ascoltati. Mi sento di consigliare a tutti di imparare a capire i nostri pensieri, non lasciarsi travolgere dai Pensieri…I pensieri sono solo pensieri, e gli ADP si nutrono dei nostri pensieri (distorti) imparare a capire cosa fa la testa è il primo passo…Nel mio caso la differenza l’ha fatta la Mindfullness, con lei ho imparato a fare un passo indietro e vedere i pensieri senza farmi travolgere…..il percorso è lungo è come se ci fosse una buca, oggi non la vedi e ci cadi, poi ci ricadi ancora poi a poco a poco la vedi e non ci cadi…..e alla fine scopri che quella buca li non c’è mai stata…..

    1. Buongiorno Silvio,
      grazie per la tua testimonianza. Mindfullness è una delle tante vie e sicuramente imparare a stare nel presente aiuta a ridurre l’ansia.
      Il percorso è lungo però, diventa una convinzione limitante. Il percorso di guarigione può durare mesi, anni o uno schiocco di dita nel caso in cui si riconosca l’origine del proprio cortocircuito emotivo. 😉
      E’ tutto molto relativo. 😀

  5. Pingback: EFT per l'ansia (video tutorial) - Mathilda Stillday

  6. Gianluca

    Salve dopo essermi curato con farmaci finalmente pensavo di esserne fuori definitivamente ma si e ripresentato un ADP violento sbalzandomi di anni indietro quando la mia vita sembrava un inferno. Mi chiedo ma non e servito a niente? E bastato 1 singolo episodio per riportarmi indietro di anni? Sono amareggiato e triste.

    1. Ciao Gianluca, comprendo il tuo sconforto, ma no, il lavoro che hai fatto su di te non è sprecato. Probabilmente c’è una situazione che ti crea ansia e il dap ti avvisa che sei sotto pressione. So che è difficile, ma ringrazia qs attacco per averti aperto gli occhi su qualcosa che forse cerchi di ignorare o alla quale ti stai adattando ma no, non è quella la strada per il benessere. 😉 Sfodera il tuo miglior sorrido e affronta tutto con la stessa forza che hai avuto in questi anni. In bocca al lupo 😉

  7. Gianluca

    Grazie di cuore Silvia……per le parole e per la tempestività in cui mi hai risposto. Mi rialzero dopo un altro schiaffo ricevuto….i miei figli e la mia famiglia lo merita!!

    1. Gianluca fallo per te. Tu meriti e vali attenzioni esattamente come la tua famiglia. Anche gli sciatori cascano ogni tanto ma per diventare campioni si rialzano sempre. Forza! 🙂

  8. Rosalba

    Bellissimo articolo. Sono approdata sul web nei primi anni del 2000 e trovai molto in un forum sul panico e depressione. Ignoranza assoluta in merito o trovi il medico che ti bombarda di psicofarmaci o quello che ti dice che devi farti coraggio e reagire. Uno mi disse di sposarmi che mi sarebbe passato tutto. Oggi è diverso, come si vede anche dai post, si può trovare molto per reagire e trovare sollievo dai fiori di bach a tecniche varie. Della mia esperienza posso solo dirvi che alla base di tutto bisogna amare e accettare se stessi, dare la priorità alla propria vita senza farsi “spremere” da tutti.

  9. Maria Crispi

    L’ansia di uccide ma bisogna superare tutto ….

    1. Buongiorno Maria,
      in realtà l’ansia non uccide, non in senso fisico. Lo preciso perché una delle paure di chi soffre di attacchi di panico è proprio legata alla morte. 🙂
      Per fortura se ne può uscire. 🙂

  10. Silvia

    Anche a me dopo anni sono tornate le paure delle malattie con panico. Però sono arrivate mentre sto facendo un percorso spirituale. Credo che le ombre si siano ripresentate perché non posso pensare di arrivare ad una nuova me con queste paure, vanno risolte! Il passaggio del velo arriverà che io sia ipocondriaca o no, sta di fatto che ci sono nel mezzo con tutte le mie paturnie sulle malattie. Meditazione, reiki amore e risate aiutano…

    1. Ciao Silvia, i percorsi spirituali a volte portano luce sugli aspetti più spinosi ma dipende dai percorsi, da chi ci segue e molto altro. Bisogna fare attenzione e scegliere bene a chi affidarsi proprio perché in ambito olistico non c’è una valutazione e garanzia delle competenze e spesso incontro i risultati di pasticci. In ogni caso situazioni di panico, ipocondria ecc. andrebbero seguiti da psicologi e psicoterapeuti in affiancamento all’operatore olistico. Se non ci sono competenze specifiche si fanno danni.

      Benedizioni

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