CNV come comunicazione nonviolenta di Rosenberg

Molti anni fa lessi un libro che parlava di CNV ovvero comunicazione nonviolenta. E può confondere se si pensa che CNV è anche l'acronimo di comunicazione non verbale e indica il linguaggio del corpo. Ma siamo su due aspetti della comunicazione  completamente diversi.
Alla fiera Più libri più liberi 2013 ho acquistato un libretto di una cinquantina di pagine che ho divorato. Si intitola "Crescere i bambini con la Comunicazione Nonviolenta" di Marshall B. Rosenberg, Esserci edizioni. Da quando nostro figlio ha iniziato l'asilo mi ritrovo spesso a riflettere sull'educazione. Ingenuamente pensavo che una laurea in scienze dell'educazione (la vecchia pedagogia) era una buona base per sapere come essere genitori, ma ultimamente non ero soddisfatta di come gestivo il mio ruolo. Non amo le punizioni e mi rendo conto che, seguendo le indicazioni della legge di attrazione, sto focalizzata sul positivo e questo mi porta a premiare ciò che considero fatto bene.

Questo è lo spirito con cui ho iniziato a leggere il libro. La lettura però, come accade spesso, mi ha portato su altri binari. Se il metodo premio-punizione fa parte dello stesso sistema educativo delle generazioni che ci hanno preceduto, significa che noi siamo i figli di quel tipo di educazione. Leggendo il libro mi sono resa conto che mi veniva più da pensare agli adulti che conosco piuttosto che ai bambini.
Ed è stato davvero bello scoprire che questo meccanismo dell'essere bravo o cattivo in base al premio-punizione è quello che oggi fa vivere l'amore, il lavoro, l'amicizia ecc. come se tutto fosse sotto condizione.

"Se fai quello che dico o che mi aspetto allora sei bravo".
"Se non ti comporti come dico io, che sono il tuo capo, non meriti nulla".
"Se non mi chiami almeno 5 volte al giorno vuol dire che non mi ami".
"Se ti trasferisci dall'altra parte del mondo sei una figlia ingrata".
"Se non mangi come io mi aspetto tu faccia non ti darò il biscotto".
"Se metti a posto i tuoi giocattoli poi ti faccio una sorpresa".

Riconoscete alcuni esempi? Riuscite a capire il meccanismo all'origine del sentirsi buoni, meritevoli, o al contrario dell'essere dei cattivi o falliti? La CNV (comunicazione nonviolenta) non parte dalle condizioni. Al contrario si basa sull'empatia e sul concetto di amore incondizionato. C'è un esempio bellissimo nel libro, che vi consiglio di comprare e leggere, ed è relativo a ciò che i figli pensano circa l'amore dei genitori. Se chiedete ai vostri figli "Perchè ti voglio bene?" cosa rispondono. Io l'ho fatto con mio figlio proprio ieri sera e la risposta è stata ovvia. "Mi vuoi bene perchè mi compri l'ovetto". E' focalizzato sul premio perchè quello è il mio approccio educativo, ma non è corretto.

La CNV si basa sull'espressione dei propri bisogni e sull'ascolto empatico dei bisogni dell'altro, adulto o discente che sia. Io sono convinta che i genitori abbiamo sempre margini di miglioramento importanti rispetto alla loro funzione educativa. E ne hanno ancora di più se riescono a comprendere i meccanismi comunicativi, emotivi e relazionali dell'educazione che hanno ricevuto. Vedere i limiti di ciò che è stato il nostro percorso aiuta a comprendere gli errori che sono stati fatti e raddrizzare il tiro consente di avere una generazione futura che sia davvero consapevole e in grado di amare le persone senza condizioni.

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