Il filo rosso delle nostre passioni

Sono passati nove mesi esatti da quando postai questo articolo sulle personalità scanner e mai avrei pensato che mi sarei appassionata tanto all'argomento.
Lo scorso sabato il caso ha voluto che chiacchierassi, per un paio di ore, con una mamma che si trova a fronteggiare uno sgambetto professionale da parte della società per la quale lavora.

La cosa che mi ha reso felice è stato sentire la serenità con cui sta affrontando la situazione.
"Vedo mio figlio solo due ore al giorno" e "Voglio conciliare il lavoro e le mie passioni" credo abbiano su di me lo stesso effetto di una frase usata in ipnosi per farmi scattare sull'attenti e iniziare a pensare.

In questi mesi ho avuto la fortuna di leggere moltissime storie di donne che stanno ricominciando da sé e vogliono coniugare, dato che si parla di un'unione solidale, le proprie passioni con il lavoro. Roy Martina dice che noi siano così abituati a stare male che aspettiano sempre di dover scegliere tra due mali per trovare la forza di fare il salto. Credo abbia ragione anche se non siamo consapevoli che stiamo sempre scegliendo un altro male anche se minore.
Però a me piace sentire l'energia del rinnovamento e quella strana luce negli occhi di chi, dopo anni di lavoro fatto obbedendo a un superiore e a un lavoro che di deve fare, trova il coraggio di tornare a sognare.
E non è un sognare ad occhi aperti, giusto per passare il tempo ed evitare di affrontare la realtà. Al contrario concentra l'energia creativa che ha bisogno di prendere forma e diventare un'idea chiara: un prodotto da realizzare, un progetto da curare e studiare in ogni fase e poi permettergli di volare.
Quando si parla di legge di attrazione spesso il messaggio che leggo è: "Chiedi e ti sarà dato quindi aspetta". Non è così! La legge di attrazione aiuta chi ha un'idea e vive come se quella cosa fosse già nella sua realtà, concreta e presente e si muove e agisce per ottenerla. La LOA aiuta a trovare il giusto contatto, a sfruttare la sincronicità per non passare dal minimo sforzo alla lotta e ottenere risultati ben più grandi di quello che sognamo. Se permettiamo che tutto questo accada.

Questo mi piace fare: ascoltare le passioni, valutare il percorso professionale e formativo che una persona ha fatto poi cercare il filo rosso che unisce personalità e sfaccettature per trovare la giusta dimensione in un progetto in cui nulla vada sprecato. Metto i dati nel mio archivio interiore e lascio che si creino collegamenti tra le parti che la mente razionale da sola non potrebbe trovare.
Ad esempio se si è scelto di fare architettura e poi si scopre di avere il pollice verde le due cose non necessariamente devono essere disgiunte. Sono ormai due giorni che aspetto di vedere formarsi un puzzle, che abbia un disegno di senso compiuto, grazie al filo rosso che unisce le varie parti di noi in un sistema che sia ben più della somma delle parti.
Quando facciamo ciò che amiamo cambia il concetto di guadagno, di lavoro, di fatica perchè la priorità non è più il soddisfacimento econimico ma l'appagamento e il senso di benessere che deriva da ciò che occupa la maggior parte delle nostre giornate e questo attrae abbondanza anche economica.

Sto continuando a lavorare sul metodo ROADS e ho provato a fare qualche calcolo. Il una giornata ci sono 96 blocchi da 15 minuti: 32 blocchi sono occupati al sonno (8 ore) e altri 32 sono dedicati, se va bene, al lavoro. Significa che restano solo 32 blocchi al giorno per altre cose e se togliamo il tempo per i pasti, trasporti, lavarsi e altro, abbiamo una rimanenza di 20 blocchi ossia 5 ore al giorno in cui viviamo e collezioniamo ricordi per quando saremo in là con gli anni.
Molti passano buona parte di questo tempo a lamentarsi di ciò che non riescono a fare invece di agire oppure continuano a vivere con insoddisfazione senza riflettere sulle potenzialità e su come sviluppare e usare i propri doni per vivere meglio.

Cambiare non è difficile. Basta fare il primo passo sorridendo con fiducia.

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Comments

  1. Ciao Mathilda. Mi ritrovo nelle tue parole. Sto pensando a come reinventare la mia vita, perché un altro posto non mi basta più. Per adesso mi sto godendo le ferie, farò corsi di formazione e prenderò in mano la mia vita. Era ora, cosa dici?

    1. Grazie per la fiducia, Mathilda. Non sai quanto ne ho bisogno in questo periodo.

  2. Anonymous

    reinventare la propria vita è possibile anche quando si ha quasi 47 anni e ci si sente vuoti e senza energia?

    1. Stamattina parlavo con una persona di quasi 60 anni. Notavamo che ha quasi l’età della pensione e grazie a un corso di pc fatto gratis ora ha la possibilità di fare il lavoro che ha sempre amato.
      Se hai un progetto o un sogno l’energia verrà da sé.
      Sai che le idee migliori arrivano proprio quando siamo ‘vuoti’? Perchè siamo in grado di accogliere e ripartire. 😉

  3. Shanta

    secondo me quel che fa, davvero, la differenza, è avere una passione (anche una piccola piccola)… è la molla per scrollarsi di dosso la pigrizia mentale che blocca e imprigiona… poi, ci vuole costanza…ma come dici anche tu, “energia” chiama energia…

    1. Shanta in parte è vero. Il punto è che per molte persone la passione è solo un hobby. C’è differenza dal coltivare un hobby e devidere di trasformare una passione in qualcosa di più grande e strutturato al punto tale da farne una professione. Sto cercando di capire cosa serve per decidere di fare il salto. Credo siano vari elementi a co-creare le condizioni per il salto. Non c’è solo la percezione della passione ma spesso la percezione che altri hanno della nostra passione che ci rende più o meno qualificati.

  4. Io sto sorridento con la fiducia più grande che so… e lo sto analizzando al miscroscopio, questo filo rosso! 😉

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