Il budda nello specchio

Nei giorni scorsi mi è capitato di parlare o leggere della morte a vario titolo. La notte ho dormito male e il buio sembrava più scuro del solito. Quando sono così mi trovo a ripensare al passato e a come sentivo.

Forse qualcuno sta pensando che la morte non sia un tema leggero, estivo, meglio rimandare a novembre, quando le giornate sono più consone per le varie feste eppure si muore sempre, anche in estate. E muoriamo ogni giorno addormentandoci e ci risvegliamo il giorno dopo, in qualche modo diversi. La morte è un fatto naturale, fisiologico ma la percezione della morte è un fatto culturale.

Non entro nel merito del credo religioso anche se non nascondo che sarebbe interessante capire perchè i cattolici temano così tanto la morte vista la promessa del Paradiso (mi fa pensare che vivano aggiudicandosi un posto d'onore al purgatorio, ad essere ottimisti) ma non è un attacco o una provocazione, solo l'osservazione ironica di una contraddizione.
La scorsa estate eravamo in viaggio e mi hanno regalato il libro Il budda nello specchio. Aspettai diverso tempo prima di leggerlo perchè prima di partire per quel viaggio stavo riflettendo sulla legge di attrazione e su ciò in cui credevo e mi sembrava tutto un gran contrasto. Invece era tutto lì. La risposta era in quelle poche pagine, dense di spiegazioni e racconti sulla vita umana.

Non mi definisco buddista. Non mi definisco neppure cattolica. Non mi definisco neppure wicca come alcuni vorrebbero farmi passare. Non mi definisco e basta. La spiritualità va oltre l'etichetta che ci cuciamo addosso e a volte ho la sensazione che sposare una filosofia risponda più a un bisogno sociale e aggregativo che a un credo profondo.
Per credere in qualcosa, o qualcuno, bisogna conoscere e confrontare e spesso non è così. Si accetta un pacchetto che qualcuno ha confezionato per noi e prendiamo il bello e il misterico perchè ci dicono che è così che funziona.
"Allora perchè ci parli di un libro sul buddismo?" vi chiederete.
Perchè in questo libro ho trovato alcune spiegazioni naturali sulla vita e la morte. Non c'è religione. C'è una filosofia che prova a spiegare la vita nei suoi meccanismi fisici, emotivi e sociali.
La religione è credere a un Dio superiore esterno. Il budda nello specchio parla di noi, non degli altri o di un Dio esterno a noi. Non c'è separazione ma unità. Siamo tutti Uno e l'Uno è in noi.
Nell'esame di filosofia delle religioni avevo studiato dei veri mattoni sul contronto tra buddismo (per così dire classico) e cristianesimo e c'erano molte cose in comune.
Ho letto questo libretto perchè non credo al caso e se un'estranea, dopo 6 cene insieme, aveva deciso di farmi dono di un suo libro, significava che quel libro era giusto per me. Ho capito che avevo alcuni preconcetti verso questa filosofia di vita perchè non conoscevo il buddismo di Nichiren che ha rivisitato alcune informazioni del buddismo originario e le ha contestualizzate rendendo tutto molto logico.
Quando si parla di morte e di ciclicità ripenso al libro e la notte è meno buia.

Comments

  1. strega dei gatti

    Più ti leggo e più mi rendo conto che abbiamo un sacco di cose in comune. Come mi rivedo nella tua descrizione non descrizione di che religione sei…. Io sul comodino ho la wicca, la bibbia e un libro sul buddismo ….. Mi piacerebbe leggere anche altre religioni perchè è esattamente come dici tu…. non è una sola da cui sono attratta forse ognuno di loro ha qualcosa da insegnare…. sarebbe bello prendere il buono da ognuna di esse e farlo proprio. Che ognuno trovi il suo visto che non siamo tutti uguali e non abbiamo le stesse esigenze….

    1. Buongiorno strega dei gatti!
      In genere la wicca me la ‘appioppano’ gli altri per il lavoro sull’energia ma l’approccio è molto lontano. Tant’è che è legato alle ‘streghe’ quindi vien facile additare senza conoscere e amen. Se entriamo in qs campo si apre un dibattito infinito e potrei attirarmi le ire di molte. 😉

      Lo spirito e la spiritualità sono di che crede che non siamo solo un corpo. Cambiano i nomi, i rituali, le cerimonie ma tutte le religioni sono fondate sul rispetto di sé e del prossimo e sull’amore. Poi nei fatti…
      La cosa simpatica è che mi scrivono in pvt per convincermi che sono di una o dell’altra religione o filosofia.
      E’ l’ego che ha esigenze più che lo spirito. Lo spirito ha bisogno di esperienza per crescere. Il resto, spesso, è fuffa. 😉

  2. mi attrae e mi spaventa insieme… vorrei provare a leggerlo (non credo sia un caso, se proprio oggi torno sul tuo blog dopo tutti questi mesi…). Cosa pensi? Sarò in grado di affrontarlo? Mi darà conforto o mi appesantirà?

    Ti abbraccio,

    Azzurra

    1. Non credo al caso. E lo dimostra il fatto che quel libro sia arrivato nelle mie mani da una sconosciuta durante un viaggio ben lontano dalla spiritualità (eravamo in crociera!)

      In genere letto i libri dall’inizio alla fine senza stop. Questo l’ho gustato. Lentamente. Ogni tanto leggevo qualche pezzo a mio marito. Non parla di religione in senso stretto. Parla davvero dei meccanismi della vita e di come possiamo essere felici sempre, al di là di quello che abbiamo attorno. E’ tutto un continuo, meraviglioso, divenire…
      Forse ha qualche risposta anche per te. Chissà
      Un abbraccio a te

  3. Massimo Costantini

    Ciao Silvia, scrivo solo per dirti che condivido ogni tua parola. Anche il mio incontro con questo libro è stato simile al tuo, addirittura prima me l’hanno regalato ed io (improvvidamente) l’ho gettato via (pensa!) poi l’ho ritrovato su un banco di bookcrossing e sembrava dirmi “portami a casa tua, mi leggerai quando sentirai che è il momento giusto”. Ebbene, il momento è arrivato e penso sinceramente che sia stata una delle letture più importanti della mia vita. Niente, volevo solo dirti questo, complimenti per la tua attività, un saluto affettuoso da parte mia, ciao.

    1. Ciao Massimo, sei stato fortunato a trovare un libro così. Ti è arrivato, l’hai gettato ed è tornato a te. Sincronicità straordinarie, no? E’ un libro pieno di significato. Un abbraccio a te

  4. Enzo

    Ciao Mathilda, anch’io ho letto questo libro, devo dire che mi è piaciuto per la sua logica comprensibile
    facilmente, forse la mente di noi “occidentali” non riesce ad accettare le semplicità, cerchiamo spiegazioni misteriose, elitarie, non riusciamo a vedere quello che abbiamo semplicemente davanti.

    Forse il mondo nella sua interezza spirituale e materiale è veramente così come è descritto nel libro,
    ad ogni modo, fosse anche solo una bella teoria, l’ apprezzo intimamente.

    1. Anche io ho apprezzato l’aspetto ‘naturale’ che a volte ci sfugge. Come dire, le cose semplici sono le più difficili da cogliere. 🙂

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