comunicare con gli angeli

Channelling: Quale domanda faresti?

Un giorno suonano alla tua porta. Apri e un essere di luce meraviglioso si presenta dicendoti: "Puoi chiedermi ciò che vuoi sulla tua vita, presente, passato e futuro. Non hai limiti. Chiedi ciò che vuoi sapere". Immagino che sul momento avreste molti dubbi, ma il visitatore inizia a raccontare episodi della tua vita che solo poche persone conoscono.
Lo fai entrare, lo osservi bene e lo ascolti mentre ti spiega, emanando luce armoniosa nel tuo salotto, che nella sua dimensione le entità si riconoscono grazie alla vibrazione energetica che è come l'impronta digitale per gli umani. Ti racconta che il tempo non esiste quindi lui (o lei) può accedere ad ogni informazione come se fosse presente in quel momento consultando i registri akasici.

Ti prendi da bere qualcosa di forte perchè non capisci bene se stai sognando o se stai avendo un'esperienza extrasensoriale pazzesca. Provi a darti un pizzicotto e sì, lo senti bene.
Quasi trattieni il pianto, un po' per paura, un po' per la sensazione di pace e di protezione che percepisci poi prendi coraggio e formulate una domanda.
"Come ti chiami?"

Vi assicuro che è la domanda più frequente che viene fatta durante le sedute di channeling. Io stessa mi sono interrogata molte volte su questo fenomeno guardandolo da due punti di vista.
Se lo guardo da channeller trovo assurdo che dopo mille spiegazioni sull'energia come modo per riconoscersi si ricada nell'etichetta del nome.

Se lo guardo da chi ha conosciuto diversi canali, non capisco perchè venga incoraggiata quest'usanza riconoscere e sentire l'energia. Provate ad andare da channeller diversi e avrete nomi diversi infatti, la percezione cambia in base all'energia percepita e alla sensibilità di chi canalizza. Il nome che viene dato, a parte quello di angeli e arcangeli noti, è una decodifica di un messaggio energetico convenzionale. Ma qui, sulla terra. Sarebbe più corretto e utile insegnare a percepire l'energia e a riconoscere la vostra guida spirituale.

Vi faccio un esempio che sono sicura capirete. Pensate al profumo di una persona a voi cara che non c'è più. Se siete in giro per strada e sentite quel profumo, la sensazione immediata e che ci sia il vostro caro nei paraggi e vi chiedete come sia possibile. Non vi serve di sapere il nome perchè usate un altro canale per riconoscere quel tipo di energia che voi associate a vostra nonna, padre, madre, ecc. Quando pregate, meditate, riflettere non avete bisogno di un nome, vi basta pensare al vostro angelo o all'essere di luce al quale chiedete aiuto.

Se vi avvicinate a una seduta di channeller dovete andare oltre i soliti schemi. Alcuni channeller chiedono se avete già fatto sedute e a volte vogliono sapere il nome che vi è stato dato. Affidatevi a un bravo canale e fate sempre attenzione a ciò che stona, all'eventuale eccesso di potere (ricordate che tutti abbiamo un dono speciale e tutto dipende da voi) e diffidate di chi fa divinazione dando informazioni precise su tempi e altro. Siate responsabili della vostra vita, voi potete scegliere ora in che direzione andare.

Con il tempo e l'esperienza ho capito che ci sono diverse scuole di pensiero rispetto alla canalizzazione. C'è chi sostiene che sia il nostro Se superiore (o Divino) a parlare e chi invece pensa che i messaggi provengano da entità esterne a noi... forse perché non crede che siamo capaci di tanta bellezza.

Photo by 小胖 车 on Unsplash

Comments

  1. strega dei gatti

    Argomento interessante…. devo documentarmi perchè ne sò veramente poco…e quindi quando hai iniziato a descrivere quell’entità che mi chiede di fargli una domanda mi hai spiazzato anche perchè la domanda era chiedimi qualsiasi cosa sulla tua vita… quindi di sicuro non poteva essere “come ti chiami”?… Però nello stesso tempo non saprei cosa chiedere… passato presente futuro.. bohhh forse non lo vorrei sapere o forse solo di quella già passata

    1. Esatto, è proprio questo l’assurdo. Di fronte a una possibilità del genere molti cadono nell’etichetta del nome. Per qs. ho deciso di raccontare questo aspetto. Quando abbiamo a che fare con l’invisibile o l’extrasensoriale dobbiamo andare oltre le convenzioni. Non pensare ma sentire. 🙂

  2. Velma

    io però non vorrei sapere niente che già non so.
    …sarà paura, forse….non so…

    1. In genere chi si avvicina al channelling è perchè vuole capire in che direzione andare rispetto al proprio percorso di vita.
      Se ci pensi bene chiedere ad altri in che direzione andare (vale per qualsiasi disciplina spirituale) è l’esatto opposto della LOA in cui siamo responsabili di ogni cosa che attraiamo. 😉 Ma è solo apparenza. Però voglio stuzzicare la tua mente scientifica. ^_-

    2. Velma

      Mente scientifica! Stai sbagliando persona, sai? Ho una formazione tecnica, che è diverso da scientifica, ma la mia mente non lo è affatto.
      Però…prima o poi ti scriverò in privato.
      In questi due anni c’ho provato, senza mai fare “invio”…

    3. Unknown

      Beh, intendo che non hai studiato filosofia! 😉 due anni che mi scrivi senza mai spedire? Che peccato. Mi spiace ti sia mancata la voglia o il coraggio o altro di premere invio. Io aspetto, non ho fretta. 😉

  3. Marzia

    Appena ho letto mi è venuta in mente una domanda, ma centrata su di me … sarà che sarebbe una tale gioia avere davanti una simile creatura che davvero non mi importerebbe conoscerne il nome, almeno sfrutterei l’occasione prima.
    Scegliere ora sta diventando il mio pensiero più radicato. Grazie.

    1. Marzia allora forse rientri nel gruppo di chi chiede il nome a fine incontro. 😉
      Scegliere è il pensiero più radicato? Prova ad ascoltare di più l’intuito e meno la mente e vedrai che tutto diventerà più fluido. 🙂

Add A Comment