imprevisti e coincidenze

Imprevisti e coincidenze

Ho parlato spesso di coincidenze e sincronicità e di come seguirle aiuti a fluire meglio e a capire che direzione possiamo percorrere per non passare dal minimo sforzo alla lotta costante.
Ieri è stata una giornata all'insegna dell'osservazione e del dover essere presente e attenta per capire cosa non riuscivo a vedere essendo distratta dai dubbi. So bene che se si resta aperti e ci si affida al posto di voler controllare tutto, le risposte arrivano per vie spesso impreviste.

La mattina mi alzo con svariati punti interrogativi sopra la testa relativi a un paio di progetti. Ci prepariamo e usciamo e appena fuori dal cancello incontro la vicina di casa che un paio di settimane fa avrei voluto contattare poi, presa dallo stupore per un preventivo ben oltre le mie possibilità e altre cose a cui pensare, ho accantonato l'idea essendomi resa conto di alcuni aspetti pratici della realizzazione che non avevo minimamente preso in considerazione.

Il marito della vicina, vedendo nostro figlio girarsi verso la loro auto incuriosito dall'abbaiare dei loro cagnolini, saluta e ci invita ad avvicinarci per vederli e così, spinta da non so bene cosa, dopo il normale scambio di battute di cortesia, racconto alla donna del preventivo fuori budget (per me) ricevuto.
Lei strabuzza gli occhi e sparisce dietro lo sportello dell'auto tornando dopo qualche secondo con il suo bigliettino da visita dicendomi: "Ho un'amica che fa al caso tuo, scrivimi così vi metto in contatto". Sento scoppiare qualche punto interrogativo che galleggiava sopra la testa e ne vedo comparire qualche altro, piccolo e timido che non disturba, ma aspetta solo di trovare il tempo giusto per essere raddrizzato in punto esclamativo nella frase "Idea!"

Restavano però grossi dubbi legati a quello che, in teoria, sarebbe potuto succedere nel giro di paio d'ore. Faccio un passo indietro. Una decina di giorni fa parlavo con un'amica di un'idea legata anche al blog e mi chiede se ho materiale sufficiente per creare un prodotto corposo. La risposta era: "Non lo so". Così i punti di domanda sulla mia testa crescono di pari passo al numero di capelli bianchi e mi offre la sua disponibilità per parlarne con un suo contatto e valutare meglio l'idea.
Nel frattempo ronzo tra mille pensieri perchè ho sempre pensato che da grande, si fa per dire, avrei scritto storie spirituali, legate all'extrasensoriale e alla crescita personale quindi questa nuova prospettiva la sentivo distante come un pezzo che non si incastra alla perfezione nella mia visione. Ne parlo con alcune amiche e mi dicono che l'idea è buona e merita di trovare il giusto spazio. Il problema però non sono le idee quanto la percezione che abbiamo delle stesse: in genere a caldo sembrano tutte pazzesche e con il passare dei giorni qualche nodo viene al pettine oppure svanisce come una bolla, chiaro segno che la prima impressione non era così obiettiva.

La coincidenza vuole che in settimana trovi un libro che mi interessa e scopro che posso acquistarlo esattamente dal contatto della mia amica. Al momento non noto la sincronicità che successivamente prendo, ovviamente, con un segno. In viaggio verso la libreria mi sento un po' come se andassi a un appuntamento con il destino o meglio, con uno dei tanti destini possibili che sto co-creando.
Arriviamo, parcheggiamo l'auto, scendiamo e ci dirigiamo verso il locale: chiuso.
Ecco qua, tutti i miei dubbi hanno la forma di una saracinesca abbassata.

Salgo in auto e tutto è chiaro: aveva ragione la mia amica, l'idea non è abbastanza corposa, non sta in piedi quindi meglio lasciar perdere. La cosa che più mi scoccia è non avere preso il libro perchè una copia volevo regalarla e siamo in partenza quindi non riesco a portarlo a mia sorella.
"Cosa vuoi fare?" chiede mio marito.
"Facciamo quello che vuoi. Decidi tu" era l'unica risposta che potevo fare per affidarmi e lasciare andare perchè avevo una sensazione sgradevole ed ero delusa quindi era meglio farsi portare dalla corrente.
"Andiamo alla libreria dei Granai o a Eataly?" chiede.
"Decidi tu".

Arriviamo nel parcheggio del centro commerciale e mi fiondo in libreria. No, non vado a cercare il libro da regalare, ma mi dirigo verso la sezione manuali.
Prendo un paio di libri su temi completamente diversi. Chiedo alla ragazza se ha dei libri da consigliarmi e mi indirizza a un altro commesso. La mezz'ora che segue è uno scambio con un perfetto sconosciuto che sembra sapere esattamente di cosa ho bisogno, con una formazione simile alla mia, come me non vede di buon occhio la PNL ed è una sorta di motivatore (non entro nel dettaglio per questioni di privacy). Mi chiede che tipo di formazione ho, vuole sapere del mio progetto e mi dice che l'idea al momento non ha testi simili sul mercato, mi fa inconsapevolmente sapere che posso dare un taglio più completo al mio lavoro aggiungendo prospettive che non avevo ancora considerato ed è possibile proprio perchè ho questa preparazione e in quel momento la visione di scrivere narrativa non è più così totalizzante, ma si ammorbidisce e lascia posto anche ad altro che, in un certo senso, mi completa. Cerca tra i libri un manuale di un'autrice francesce che secondo lui è adatto a me ed è uno di quelli che avevo preso poco prima. Lui sorride e io con lui. La sensazione è di essere sospesi nel tempo e mi muovo tra gli scaffali seguendolo senza notare neppure la gente attorno a noi poi lo ringrazio e riprendo a girare tra i libri. Qualche istante dopo mi chiama nuovamente e mi allunga un saggio di psicoterapia aperto alla pagina del sommario: "Vedi se ti può interessare anche questo".
E' un manuale che parla del procrastinare e dell'indecisione. Questo non è un libro per il mio progetto, è un libro per me.
"L'autore è uno tosto, un mezzo sciamano".
"Perfetto!" penso.
Considerato che mi ero dedicata molto a questa idea e poi l'ho parcheggiata sorrido come se avesse centrato il punto e, se restava ancora qualche dubbio dopo la prima parte di quella conversazione, il resto si è dissolto come la nebbia mattutina che svanisce appena spunta il sole.
"Se tendi a rimandare allora devi leggerlo" dice lui.
Mi saluta dicendo con una calma rassicurante: "Ci vediamo quando hai pubblicato il manuale" e torna alla sua postazione.
Esco con una borsa di libri, il pupo per mano e lui mi saluta nuovamente con un cenno.
Ora quando mi chiederanno: "E' abbastanza corposo per poter creare un libro?" so di poter rispondere con certezza "!" e questo è successo grazie a una libreria trovata chiusa, all'essermi affidata a mio marito, alla sua decisione e all'incontro con quell'uomo che sono sicura rivedrò.
E lo ringrazierò nuovamente.

Comments

  1. Mi hai spaventata, lo sai!? Pensavo che avessi chiuso con il blog!!! E invece ci sono grosse possibilità che ti legga in un manuale :D!
    Cavoli, questo sì è cominciare bene la settimana!

  2. Chiudere il blog? Oddio, e dove è passato questo messaggio?
    No, spetta, per ora ho solo ripreso a lavorarci. 🙂
    Tra blog, romanzo e manuale e libri per scrivere son messa bene. 🙂

    1. Pensa quanto sono sveglia stamattina. Ho capito adesso che il dubbio legittimo era insinuato dal Closed della foto. ahahaha Con calma, arrivo neh.

  3. non puoi accendere così la curiosità però… Mi piace questo post, è più esplicativo di mille teorie. e io non vedo l’ora di leggere qualunque cosa produrrai 😉

    1. Siamo ancora in alto mare. Cmq è un manuale, non un romanzo. Per ora sono immersa tra i libri stile tesi e elaboro ipotesi e strumenti vari.
      Grazie, sei molto gentile. Non distrarti però, scrivi! 😉

  4. Siska Editore

    Questo commento è stato eliminato dall’autore.

  5. Siska Editore

    Allora è vero il detto “Quando si chiude una saracinesca…” (Annalisa)

    1. Ma non ti fischiavano le orecchie sabato mattina? ahahaah
      Per te questo post confuso dovrebbe essere chiarissimo e senza misteri. 😉
      Il detto è verissimo.

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