Merois-Givaudan: I nove scalini

La settimana scorsa ha avuto come protagonisti della cronoca nera molti bambini. Negli stessi giorni, in privato ho ascoltato molte storie di mamme che hanno perso i propri figli. Ho deciso di scrivere questo post per consigliarvi un libro, particolare e non di facile lettura, che aiuta a cambiare prospettiva e, forse, è un abbraccio lenitivo al tanto dolore.

Molti anni fa incappai nei libri degli ex coniugi Merois-Givaudan, viaggiatori astrali, che scrivono scrupolosi resoconti dei loro incontri con gli esseri dell'altra dimensione.

Il libro racconta l'incontro di Anne e Daniel con Rebecca. Il nome è convenzionale ed è il loro modo per definire l'entità, l'anima o energia (ognuno scelga in base al proprio credo) che li ha accompagnati durante il percorso di rinascita. Rebecca racconta la sua esistenza prima della nascita, la scelta dei genitori e di come vive durante la gestazione.

Quando si parla di cosa c'è dopo la vita si pensa sempre al post mortem e non si ipotizza che torniamo nello stesso posto in cui eravano prima di nascere.
Senza entrare nei dettagli del libro altrimenti vi tolgo il piacere della lettura, vi posso dire che Rebecca è un'anima molto saggia, non è infantile e dolce come si può pensare rifacendosi all'idea dei neonati. Lei racconta la vita prima della nascita e spiega anche cosa accade quando qualcuno cambia idea durante la gravidanza e sceglie di non nascere.

Immaginiamo di avere sottoscritto un patto tra genitori e figli e proviamo a valutare tutte le persone coinvolte con le stesse possibilità di scelta. Non ci sono accuse, nessun senso di colpa perchè tutto rientra nelle clausole contrattuali e resta l'amore per l'altro.
E' un libro forte che consiglio a chi è aperto a una visione spirituale o a chi ha un grosso dolore da guarire. Può offrire una prospettiva interessante o essere semplicemente una storia di fantasia.

Oltre a questo libro, Anne e Daniel hanno pubblicato anche Anime indesiderate che continua sullo stesso tema parlando di aborto o bambini che scelgono di sperimentare la malattia.

 

 

Photo by Cristian Newman on Unsplash

Comments

  1. Francesco

    Questo commento è stato eliminato dall’autore.

  2. Silvia

    Lo conosco questo libro… e trovo sorprendente incontrare qualcun altro che lo abbia letto. Io l’ho fatto quando, circa due anni e mezzo fa, tre mesi prima di restare di nuovo incinta del mio piccolo Nicola, ebbi un aborto spontaneo. Per “fortuna” accadde solo alla 5° settimana, non avevo ancora fatto la prima ecografia. Li chiamano “microaborti”, e anche se non sarà mai la stessa cosa di quando avviene a gravidanza più avanzata, è comunque un dolore che resta, per niente “micro”. Però è vero, non c’è colpa e non c’è accusa. Quando finalmente compresi questo percepii una grande pace, e tutta la forza che quell’anima, che poi prese un’altra strada, mi ha lasciato.
    Un abbraccio.

    1. Buongiorno,
      in realtà credo l’abbiano letto in molte. Chi perchè ha vissuto un aborto (so che li chiamano micro ma un dolore, piccolo o grande che sia è sempre un dolore), chi perchè ha difficoltà a concepire, chi perchè, come me, ha conosciuto questi autori grazie ad altri testi.
      In tutti quelli che ho letto, si respira la possibilità di cambiare prospettiva e trovare pace. 🙂
      Un abbraccio a te

Add A Comment