Ho’oponopono: cos’è?

Sembra uno scioglilingua, vero? Ho'oponopono in hawaiano significa rimettere le cose al giusto posto. Ho letto di questa tecnica alcuni anni fa, ma non avevo approfondito più di tanto. Leggo sempre di metodi diversi e sono talmente tanti che non posso seguirli tutti come vorrei quindi scelgo quelli che mi colpiscono immediatamente.
Leggendo la storia di Ihaleakala Hew Len (in foto), psicologo, e della sua esperienza in manicomio criminale, mi sono resa conto che muoveva alcuni ricordi. Lui ha guarito i suoi pazienti usando questa tecnica senza mai incontrarli! Quando leggevo di ciò che accadeva in quell'ospedale, le risse tra i pazienti, le aggressioni agli operatori, la mente è tornata al tirocinio durante gli anni dell'università quando per alcuni mesi ho vissuto scene  vicine a quelle descritte. All'epoca però non conoscevo l'ho'oponopono e a dire il vero ignoravo tutto ciò che era olistico. Nonostante il libro e il videocorso confesso che ci vuole un po' di tempo e molta apertura mentale per digerire questa tecnica, almeno per me è stato così. Si basa sull'amore e sul perdono, ma continuate a leggere capirete le mie perplessità.

In questo post vi spiego cosa è la tecnica; nel prossimo sul tema vi dirò come usarla (sempre per ciò che ho letto e imparato senza avere una formazione approfondita) e infine vi presenterò alcune riflessioni confrontandola con altri strumenti presenti nella mia borsa degli attrezzi per il benessere.

Se avete letto Zero Limits di Joe Vitale sapete che l'Ho'oponopono è una tecnica hawaiana che grazie alla recitazione di un mantra permette di purificare e cancellare i programmi che si presentano nella nostra realtà come schemi a ciclo continuo. E' una sorta di tasto Canc della nostra memoria emotiva.
Ho iniziato a provarla proprio mentre leggevo e a ogni ricordo che affiorava recitavo il mantra.
E più si pulisce più emergono cose da purificare, perdonare, amare!

Quando si parla di Ho'oponopono si fa riferimento alla responsabilità totale della nostra vita.
Non sto parlando di quello che accade dentro casa nostra o al lavoro, ma di ogni singola realtà con cui entriamo in contatto anche in modo marginale.
Uso un esempio (assolutamente di fantasia) per spiegarvi meglio:

vado al bar e incontro una signora che non vedo da tempo e mi racconta della figlia e dei problemi del nipotino. Secondo l'ho'oponopono io sono responsabile anche della realtà che questa donna sta vivendo.
Se vi state chiedendo "come?" ve lo spiego subito:
le cose che incontriamo sul nostro percorso sono attratte da una parte di noi che emette quel tipo di vibrazione. Non è detto che sia una cosa che abbiamo vissuto, ma possiamo averla assorbita come programma dalla coscienza collettiva, o Dio o la divinità (ognuno scelga il nome in base al suo credo). L'ho'oponopono lavora sulla mente subconscia che è ricettiva di un'infinità di stimoli, sensazioni ed emozioni mentre generalmente ci occupiamo della mente conscia, logica, analitica, razionale.

Cosa devo fare per guarire la mia e altrui realtà?
Recitare l'ho'oponopono e continuando a ripulire, perdonare, ringraziare e amare, ho la possibilità di cambiare il mondo. Capite bene che in questo modo si ha l'opportunità di guarire qualsiasi cosa per la parte che noi co-creiamo attraverso la nostra energia; e possiamo guarire anche gli altri e il mondo senza bisogno di comunicarlo.

Torniamo all'esempio precedente e andiamo più a fondo. Nonostante l'esempio sia inventato leggendo fate attenzione a quanti aspetti sono presenti in questa ipotetica vicenda.
Il nipote della signora ha avuto l'influenza con punte di febbre molto alta e la figlia ha chiesto aiuto al marito per portare il bambino al pronto soccorso e far controllare le vie respiratorie, ma il marito si è negato perchè aveva un importante riunione in ufficio. La figlia allora ha chiamato la madre per sfogarsi e chiederle sostegno. La signora al bar racconta che è preoccupata per la salute del nipote e  per l'andamento del matrimonio della figlia dato che il genero è spesso assente.

Che parte avete voi in tutto questo? Come siete responsabili al 100% di questo fatto?
Quante volte avete sentito parlare quest'anno di influenza con febbre altissima, quante volte avete sentito parlare di padri assenti, madri apprensive, nonne e suocere presenti fino all'invadenza?
Questa realtà è co-creata anche dagli schemi che avete assimilato e li avete portati nella vostra realtà. Così, per fare un esempio concreto: avete idea di come potete usarlo per lavorare sulle contro-intenzioni, resistenze e uscire dalla zona comfort?

Recitando l'hoponopono avete la possibilità di sanare e guarire il vostro programma e cancellarlo.
Se tutti lavoriamo (ho usato il presente!) per cancellare alcuni programmi o schemi mentali usando il tasto Canc del perdono e dell'amore, riusciamo davvero a cambiare il mondo. Se ci focalizziamo sugli aspetti negativi del quoditiano, la rabbia, la guerra, la malattia, la crisi economica, in realtà non facciamo altro che alimentare questa realtà al posto di eliminarla.

Gandhi diceva "Sii il cambiamento che vuoi vedere nel mondo".

Comments

  1. Ci sono temi che tratti che mi attirano più di altri, non so dirti perché (e non so spiegarmelo nemmeno io, veramente :D! Ma da quando ti “conosco” troppe cose hai messo in discussione nel mio modo di pensare). Questo è uno di quelli: quindi come per la LOA, adesso aspetto da brave lettrice seriale i prossimi post.
    Felice settimana Mathilda :D!
    E grazie.

  2. Ciao La solira! Se ti può consolare nonostante siano 17 anni che mi occupo di tecniche di crescita personale ci ho messo un po’ a digerire alcune cose e a capire bene questa specie di ‘teoria dello specchio’.
    Grazie a te perchè hai voglia di metterti in discussione. Non è da tutti. 😉
    E poi ci sarà una sorpresa per chi è interessato all’ho’oponopono. ;-D

  3. Il perdono e l’amore per aiutarci e aiutare gli altri a stare meglio, ho capito bene? Mi sembra una cosa meravigliosa!

    1. Esatto Marilu. Ma c’è il discorso sulla responsabilità al 100% che è un cardine fondamentale per qs teoria. Non esiste un dentro o un fuori, un mio o altro. Siamo tutti collegati.

  4. Gensam

    Sembra facile da applicare… sono interessata all’argomento e vorrei leggere altri testi a riguardo,ma non so scegliere… mi fido delle tue indicazioni 🙂

    1. Ginevra ho inserito due link che portano ai testi che ho letto io. Attractor factor introduce il tema. Zero Limits parla solo di qs. Mentre il video che ho inserito è l’unica (pare) fonte in cui c’è lo sciamano hawaiano che spiega a un gruppo di persone la tecnica. Dura due ore e le riprese non sono perfette (sembra un video casalingo) ma è tradotto in italiano. Credo sia una delle poche fonti (almeno in Italia) ufficiali.
      Ho cercato anche i corsi tenuti da lei ma non ho approfontito per ora. Ho altri due corsi da preparare e dare gli esami (in inglese). 😉

    2. Gensam

      Ho già letto i due libri da te consigliati pensavo ce ne fossero altri.Avevo letto di testi scritti da Josaya, da Montagna e da Mabel Katz e non sapevo quale fosse più adatto.
      Wow corsi ed esami in inglese, io sono una frana, brava!!
      Sto leggendo ancora L’anello mancante e mi piace,ma è più coinvolgente Vitale.
      Un abbraccio grande!!

    3. Mabel Katz è presente nel videocorso con il Dr. Ihaleakala. Lei al momento porta avanti il suo insegnamento.
      Cmq. appena formo il gruppo ti avviso. 😉

  5. Anonymous

    Ho guardato il dvd un paio di sere fa. Ho iniziato a “pulire”, anche se vado un po’ a tentoni non avendo letto alcun libro e, conseguentemente, mancando di alcune informazioni di base.
    Ci sono due aspetti sui quali mi sto soffermando a riflettere: a) il senso di colpa, b) il lasciare andare.
    Il senso di colpa inteso come contrapposizione ad assumersi la responsabilità delle cose: per chi, come me, è cresciuto in un ambiente cattolico, il passo tra assumersi la responsabilità delle cose e pensare di avere la colpa delle cose è breve. L’Ho’O. in questo senso è benefico: aiuta a ridimensionarsi ed a pensare positivo.
    Il lasciare andare: non è molto facile per me. Anche in questo caso la tecnica funziona: a dire e ridire il mantra si smette di focalizzare i propri pensieri su di un unico punto.
    Certo, serve parecchia attenzione, almeno per me! Grazie di cuore per il suggerimento. Attendo il prossimo!
    Martina

    1. Grazie del tuo commento. Credo che l’aspetto della presa di responsabilità sia un passo tutt’altro che facile proprio per le questioni culturali e religiose a cui fai riferimento.
      Sto notando che ognuno ha una prima reazione personale (ovviamente) legata ai nodi più grossi da sciogliere. E’ una sorta di lavoro a strati e andando avanti vedrai che anche l’attenzione andrà a focalizzarsi su aspetti sempre più dettagliati e precisi.
      Se tutto va bene, venerdì pubblico il prossimo post. 😉
      Buona serata

  6. Pingback: Mathilda Stillday Ho'oponopono e altre tecniche a confronto | Mathilda Stillday

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