Intervista Donna a Onkar Kaur

Paola Natangeli
Nella vita lavorava in ufficio ma la sua passione ha a che fare con il benessere e l’equilibrio. Vi presento Paola Natangeli.
Dice di sé:
Fin da piccola spiccava la mia predisposizione alla condivisione con i coetanei , la mia creatività mi ha dato l’opportunità di sostenermi durante i miei anni di studio, creavo collane, cinte, portachiavi. Purtroppo non ho potuto seguire gli studi che tanto desideravo, gli studi per diventare insegnante nelle scuole dell’infanzia e/o gli studi per lavorare nel cinema e teatro, perché i miei genitori mi hanno obbligata a frequentare la scuola di analista contabile, quindi mi sono ritrovata a malincuore  a lavorare in ufficio. Finalmente nel 2002 un incidente stradale mi ha costretta a letto e, su consiglio di una neurochirurga ho iniziato a frequentare un corso di Yoga Kundalini. Nulla arriva per caso e da quel momento la strada è stata finalmente la mia strada. 

Sei insegnante di Yoga Kundalini. Ci puoi spiegare la differenza tra questo e altri tipi di yoga?

 
Il Kundalini Yoga è la madre di tutti gli Yoga perché li comprende tutti. Immaginiamo un grande diamante, ogni sfaccettatura è un tipo di Yoga, il diamante intero è il Kundalini Yoga. Troviamo posture (asana) statiche e in movimento, pranayama (controllo del respiro), meditazione, canto di mantra, rilassamento, massaggio Kundalini, Riflessologia Plantare, Sat Nam Rasayan (la cura del rilassamento profondo).
Alcune persone praticano yoga un paio di volte a settimana come fosse una qualsiasi attività fatta in palestra. Puoi spiegarci se è corretto oppure se la pratica delle essere quotidiana?
 
Ricordo che iniziai la mia pratica giornalmente (nonostante i dolori), ma frequentavo solo e solamente con il mio corpo per guarire dalle ernie dell’incidente. Poi capii che c’era altro oltre al corpo. Ognuno di noi quando inizia il cammino nello Yoga lo fa con uno scopo, di solito per curiosità, poi la pratica diventa un appuntamento con noi stessi. Se i nostri impegni sono tanti possiamo praticare anche due volte a settimana, ma l’importante è essere yogi in tutti i momenti della nostra giornata. 
Ci sono alcune precauzioni per fare gli esercizi in modo corretto ed è indicato per tutti oppure ci sono delle controindicazioni? Penso ad esempio alle donne in gravidanza o agli anziani.  …
Ci sono vari pensieri a riguardo. Il mio Insegnante, nonostante io piangessi dal dolore mi stimolava per sopportarli e andare avanti nell’esercizio corretto. Altri invece chiedono agli allievi di fare solo quello che si sentono di fare, senza forzature. In entrambi i casi, però ci sono delle precauzioni: donne in gravidanza dovrebbero seguire corsi adeguati per il loro delicato e magico momento, ci sono delle posizioni, tipo accovacciarsi con le gambe aperte che stimola l’apertura del parto, quindi può essere una controindicazione per alcune. Per quanto riguarda gli anziani, una pratica regolare non può che giovare sia al corpo che alla mente, sarà giustamente cura di ognuno ascoltare i propri limiti. Come in ogni attività fisica, sarà il medico di famiglia a confermare che il soggetto può effettuare attività sportiva a scopo dilettantistico.
Quando ti ho incontrato la prima volta diversi anni fa, eri appena rientrata dagli USA e mi colpì il fatto che dovevate stare vestiti di bianco. Puoi raccontarci quell’esperienza e a cosa serve il total white?
Vestire abiti bianchi proietta il proprio impegno come Insegnante ed il rispetto per le energie rilasciate dal Kundalini Yoga. Il turbante, meglio se bianco e di fibre naturali, avvolge la testa con 5-7 strati di stoffa. In base alle teorie del Kundalini Yoga si copre il capo, e preferibilmente l’intera testa, per stabilizzare la materia cerebrale e le ventisei parti del cervello che sono interconnesse con il sistema neurologico e il campo elettromagnetico. Ciò consente di creare un punto di concentrazione del circuito funzionale degli emisferi e sintonizza il sistema neurologico. E solo indossando vestiti bianchi e turbante puoi sentire la differenza.
La mia esperienza negli USA è arrivata in un momento della mia vita durante il quale era giusto dare una svolta decisiva. Ho vissuto nelle comunità Sikh del Maestro Yogi Bhajan che ha portato il Kundalini Yoga nell’occidente nel 1969. La giornata iniziava alle 3:40 per la pratica della Sadhana con lettura del Japji (testo sacro), una classe di Yoga Kundalini, e 40 minuti di canto di mantra. La funzione terminava alle 7:30, dopodichè ognuno iniziava la propria giornata, lavoro, famiglia, io mi dedicavo al volontariato e piccoli lavori nella casa del Maestro con la moglie e la figlia. Mi sentivo onorata per questo. Tra i tanti ricordi piacevoli una cosa mi faceva aprire tanto il cuore, nella comunità di Espanola nel New Mexico quando qualcuno compiva gli anni e organizzava una festa, affiggeva nella bacheca del tempio un cartellino invitando tutti con data, luogo e orario. Tutti potevano andare alla festa, senza esclusione di nessuno.
So che oltre a yoga fai anche trattamenti ayurvedici. Di quali altre tecniche ti occupi?
 
Attualmente pratico Riflessologia Plantare metodo Sat Guru Charan, (si differenzia dagli altri metodi perché il terapeuta entra in stato meditativo) presso il centro Yoga Ram Dass di Bagnaia VT.
Insegno inoltre Pilates, (una tecnica che unisce pratiche fisiche e respirazione, deriva dallo Yoga e dalla ginnastica posturale)in varie palestre della Tuscia. Amo condividere esperienze vissute e crescite e lo farò in salotti che organizzerò a breve. 
Circa un paio di anni fa (correggimi se sbaglio) hai lasciato la capitale per trasferirti in una città più a misura d’uomo. Perché hai preso questa decisione e come ti trovi dopo questo cambiamento radicale? 
Da tempo il mio desiderio era quello di vivere in un posto più tranquillo, una campagna dove ritemprarmi e scoprire me stessa in  modo più profondo. Con dedizione e pazienza mi dedico alla cura degli ulivi, di piante e fiori, alla scoperta di erbe rustiche commestibili, alla preparazione di marmellate, salse, e al rispetto della natura con la quale mi sento sempre più in simbiosi. Tutto questo è un piacere ma anche un impegno quotidiano.
In questo salotto si parla di sogni e di progetti. Verso quale desiderio stanno andando le tue energie e il tuo impegno?  
Al momento non ho sogni né progetti. Sento che l’energia universale possa guidarmi verso cosa è meglio per me e rimango con le braccia aperte ad accogliere sensazioni e opportunità da condivere con gli altri. 
…. Ti ringrazio per la collaborazione. 
Grazie a te….
Potete visitare il suo blog oppure scriverle cliccando qui.

Comments

  1. tuttepazzeperibijoux

    intervista meravigliosa, sono affascinata da questo mondo…non escludo che possa iniziare, non e’ mai troppo tardi vero? grazie Silvia!!
    elena

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