Ingegnere, donna con un progetto speciale.


Quando ho saputo che Silvia Veraldi aveva intrapreso questo progetto, la prima cosa che ho pensato è stata: la voglio per Intervista Donna.
In questo spazio mi piace raccontare le storie di donne non famose ma che hanno coraggio, progetti, idee e voglia di mettersi in gioco. Sono donne che sanno esporsi e non hanno paura o fanno di tutto per superarla. 


Lei fa un lavoro generalmente maschile, è moglie, mamma e ama la musica. Poi un giorno incontra un cantautore e...
Venite, ve la presento.

Quanto ti sei laureata ci si stupiva di vedere le prime donne alla guida degli autobus. Come si comportavano sul lavoro vedendo arrivare un ingegnere elettronico donna?

Madonna, sono laureata già da così tanto tempo? Già all’università era strano vedere delle donne al corso di elettronica, se nei corsi di ingegneria civile o gestionale erano tante, noi siamo state sempre delle mosche bianche, sempre mimetizzate, quasi maschiacci per adeguarci al sistema. Sul lavoro lo stesso, in cantiere (io ora mi occupo di impianti) non si può andare con i sandaletti e la gonnellina e bisogna sempre sapere qualcosa in più rispetto ai colleghi maschi, altrimenti pensano che sei venuta per portargli il caffè o che sei un’ispettrice dell’asl.
Suoni la chitarra e la fisarmonica. Ascolti cantautori e non solo. La musica è una delle tue passioni. E le altre? Cosa ti piace fare una volta smesso il ruolo di ingegnere?
La fisarmonica non la suono più da anni, la chitarra la stavo studiando e anche un po’ il pianoforte, ma manca il tempo.
Mi piacerebbe smettere il ruolo dell’ingegnere, che è un po’ noioso ah ah.
A fine giornata smesso il ruolo di ingegnere c’è quello di mamma, smesso quello di mamma c’è quello di moglie, smesso anche quello riesco a leggere qualcosa, ascolto musica solo in auto perché poi non c’è tempo. Con mio marito poi stiamo portando avanti la passone per la realizzazione di siti web, per l’editing di video, per la grafica, solo che molto spesso io gli commissiono i lavori e poi mi addormento e porta avanti tutto lui.
In un periodo in cui l’Italia è in crisi apprezzo sempre di più che ha coraggio e voglia di seguire ciò che ama.
Insieme a tuo marito hai intrapreso un progetto discografico. Ce ne vuoi parlare?
Copertina de Il minuto secondo
di Fabio Cinti.
Si! Abbiamo partecipato alla produzione di un disco che si intitola “Il Minuto Secondo”. L’autore, Fabio Cinti, è un cantautore italiano che ho conosciuto su facebook. Mi ricordo che stavamo parlando in generale della crisi della discografia e gli ho detto che c’erano delle persone alle quali sarebbe piaciuto produrre degli artisti visto che oramai le case discografiche non vanno oltre i soliti o prediligono i talent. Gli ho chiesto “ma quanto costa produrre un disco?” E siccome non si parlava di cifre che cambiano la vita abbiamo deciso di provarci.
 
Puoi descrivermi l’attimo in cui hai detto “Ok, facciamolo. Produciamo questo cd”? 
Dopo averne parlato con mio marito , aver guardato i prospetti costi e i contratti. Fabio in questo è stato fantastico, ha fatto preparare tutto e ci ha dato mille spiegazioni visto che non eravamo del mestiere. Ci ha lasciato il tempo per pensarci senza metterci fretta. Alla fine è arrivato tutto naturalmente e con entusiasmo abbiamo deciso di provarci, noi due e un’altra persona. Abbiamo lasciato a Fabio campo libero per tutto, senza interferenze, visto che siamo convinti che ognuno debba fare il proprio mestiere. Abbiamo ascoltato il disco solo dopo prodotto e per la decisione ci siamo basati unicamente sul suo precedente lavoro e sulla persona che si stava rivelando a noi.
Avete altri progetti di questo tipo in mente o credi resterà un caso isolato o al contrario state pensando di aprire un’etichetta discografica?
Aiuto! Per aprire un’etichetta discografica bisogna avere il tempo e le competenze per gestirla o avere tanti soldi per pagare chi ha le competenze per gestirla. Mi piacerebbe entrare in società con qualcuno che si occupa di musica, di arte, con un ufficio stampa. Oggi più che mai in Italia è pieno di gente che si improvvisa a fare lavori che non gli competono, imprenditori che fanno i presidenti del consiglio, calciatori che scrivono libri, ballerine con i piedi piatti che pretendono di andare alla Scala. Ognuno al suo posto, dico io, le competenze nel lavoro vengono solo con studio, dedizione e esperienza, in tutti i campi.
Sei sposata, hai due bambini, svariati animali, detesti il formaggio, vivi in una piccola valle. Cosa aggiungeresti a questa presentazione per descriverti in modo più completo?
(Per favore non dirmi che per te è importante ‘La pace nel mondo’ perché di questi tempi si è sentita spesso! ;o)
Che vorrei essere sposata, avere due bambini, svariati animali, detestare il formaggio e vivere in una grande città. O anche piccola. Mi manca un po’, dopo che sono tornata qui da Brescia, avere tutto a portata di mano senza dover fare sempre chilometri per raggiungere qualsiasi posto. Mi manca poter scegliere dove andare al cinema o avere la scelta tra più di una piscina. Mi manca la gente di città e il suo abbigliamento, mi manca vederli muovere a piedi e non sempre infilati dentro un’auto. Poi non so se riuscirei a viverci.
In questo salotto si parla di desideri da realizzare. Sono il genio della lampada e puoi esprimere tre desideri. Per favore escludi la sopra citata pace nel mondo e la sparizione della classe politica. Cosa vorresti per cambiare in meglio la tua vita?
Se ti dico che vorrei avere tanti soldi poi sembro venale?
C’è solo una cosa che chiederei al genio della lampada, una cosa personale che riguarda mia figlia. Se esaudisse quel desiderio gli altri due li regalerei a chi ne ha più bisogno.
Grazie della collaborazione.
MS

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Comments

  1. Gensam

    Bellissima intervista!! Grazie Mathilda, come sempre le tue intervistate sono piccole perle.
    Buona giornata!

  2. Patrizia Ferro

    Silvia come ti capisco…dovremo aprire un club di laureate in ingegneria elettronica fanno tante cose e sopravvivono in mondo maschile…

    1. Grzie Patrizia per il tuo commento. Immagino non sia facile dover sempre dimostrare quanto si vale senza ‘snaturarsi’ e diventare maschili. Sarebbe fantastico muoversi anche sul lavoro portando tutto ciò che una donna è.

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