Intervista Donna a Laura Costantini


Laura Costantini - giornalista e scrittrice

Giornalista e scrittrice si può dire che la vita di Laura sia caratterizzata dalle parole. Ha un look sempre curatissimo e delle unghie molto glamour! 
 
Dice di sé: 

Amo le parole e la pagina scritta ai miei occhi appare bellissima, purché sia corretta tipograficamente e sintatticamente. Sono pignola ai limiti dell’esasperazione (altrui). Temo l’ignoranza e la superficialità. Combatto l’arroganza e la maleducazione. La scrittura è il mio modo di esprimermi, la lettura è la mia via di fuga.

Durante l’anno lavori per un noto programma televisivo e qualche lettore ti avrà visto davanti alla telecamera durante un servizio. Smessi i panni della giornalista diventi scrittrice.
Ti capita spesso di prendere ispirazione da fatti che vedi o ascolti in diretta per i tuoi romanzi?
Immagino di sì, anche se non ne sono direttamente consapevole. Sono convinta che tutto ciò che ci circonda, che ci accade, che ci rende testimoni si trasformi in un substrato mentale dal quale personaggi, storie e situazioni emergono per spinta naturale.

Credo tu sia uno dei pochi casi di sodalizio letterario duraturo in Italia. Scrivi da tanti anni con Loredana Falcone. Come organizzate il lavoro di scrittura a quattro mani?
So che questo nostro essere in due costituisce, da sempre, il massimo motivo di curiosità e interesse nei nostri confronti. E mi rendo conto di deludere, ogni volta, le aspettative dell’intervistatore che si aspetta chissà quale segreto finalmente svelato. Non ci dividiamo pagine, capitoli, personaggi. Lavoriamo insieme, spalla a spalla davanti alla tastiera nella cucina di Lory. Io sono quella più organizzata, lei è quella più creativa. Creiamo schede per ogni personaggio, elaboriamo cartine di location e file di documentazione. Siamo molto attente perché la cosa che proprio non sopportiamo nei libri che ci capita di leggere è la superficialità. Soprattutto negli esordienti (gli altri hanno fior di editor a coprire le magagne, o magari anche un briciolo di mestiere). Io e Lory scriviamo insieme da quando avevamo 14 anni, oggi ne abbiamo moltissimi di più e credo questo sia il nostro unico segreto: ci siamo compenetrate e, come ha detto un nostro amico scrittore, Lauraetlory non è Laura e non è Loredana, è un’entità bifronte a sé stante.

Hai mai pensato di intraprendere la carriera da scrittrice da sola?
Dovrei? Anche questa è una domanda che ci viene rivolta spessissimo, ma maggior parte delle volte con il chiaro intento di scoprire dove sia la magagna. Perché pare impossibile che due donne (due donne, non due uomini ovviamente) possano lavorare insieme senza coltivare nel profondo invidia reciproca e competitività aggressiva. Mi è capitato di scrivere da sola, così come è successo a Lory. Sapremmo scrivere romanzi divise? Ovvio che sì. Abbiamo intenzione di farlo? No, perché la scrittura è una creatura che ci piace allevare insieme.

Da un paio di anni collabori con la Historica edizioni nota ai più perché il titolare Francesco Giubilei è l’editore più giovane d’Italia. Come mai hai deciso di collaborare con loro e quali progetti stai seguendo?
Historica nasce, nel 2008, pubblicando il nostro romanzo “Le colpe dei padri” (giunto ormai alla terza edizione). Quindi gli anni sono quattro e la collaborazione con Francesco è una delle cose più belle che la scrittura ci abbia portato. Lui ha avuto fiducia in noi e noi l’abbiamo avuta in lui. Ha pubblicato, oltre “Le colpe dei padri”, il mio petit cahier di viaggio “New York is a woman” e il romanzo “Fiume pagano” che ha aperto la trilogia tutta romana dedicata alle indagini del maresciallo dei Carabinieri Quirino Vergassola e del cronista di nera Nemo Rossini. Inoltre ha pubblicato l’antologia “Cronache di inizio millennio” curata da me e Loredana Falcone (che abbiamo anche partecipato con un racconto). In autunno uscirà la loro seconda avventura: “Carne innocente” e a dicembre una nuova antologia a nostra cura dedicata alla profezia dei Maya dal titolo “Cronache dalla fine del mondo”. La forza di Historica è l’entusiasmo, l’essere composta di giovanissimi ma avere in catalogo autori di un certo calibro come Remo Bassini, Marco Candida, Francesca Mazzucato (che dirige anche la collana Cahier di viaggio), Maria Giovanna Luini e altri.

Cronache di inizio millennio
Fiume Pagano
New York is a women


Il vostro ultimo romanzo ‘Fiume Pagano’ è disponibile anche in e-book. Al salone del libro di Torino pare che l’editoria digitale fosse in primo piano. Sei tra quelli che teme la sparizione del libro cartaceo? E’ più importante la forma (cartaceo o digitale) o il contenuto?
Non ho alcun timore per il libro cartaceo, perché sono convinta che non potrà essere soppiantato dal digitale. E al tempo stesso non ho alcuna preclusione verso gli e-book perché l’innovazione non è mai negativa. Avendo io serissimi problemi nel collocare librerie e libri in casa (ormai ho sfruttato tutti gli spazi), credo mi convertirò quanto prima all’e-reader. Ma con una distinzione. Amo leggere esordienti e semi-sconosciuti e la cosa, ovviamente, non mi pone al riparo da sonore fregature. Di sicuro, una volta passata al digitale, potrò risparmiare spazio e denaro acquistando e-book. Se poi il libro si rivela valido, comprerei il cartaceo per conservarlo e poterlo rileggere.

Negli ultimi anni il fenomeno del print on demand e dell’editoria con contributo da parte dell’autore è diventata invasiva. Vuoi dirci la tua opinione in merito? Chi sono gli scrittori oggi?
Sono nemica delle categorie, soprattutto quella “male assoluto”. Quindi, sebbene contraria all’editoria a pagamento, non la considero il male assoluto, né giudico aprioristicamente coloro che se ne sono serviti. Soprattutto perché ho letto cose pubblicate a pagamento che avrebbero meritato di essere pubblicate da vere case editrici. Il problema è che spesso l’autore non ha le giuste informazioni, immagina che sia normale pagare, cede al ricatto della fretta. E viene automaticamente bollato come un incapace quando, spesso, non lo è affatto. Il POD è questione diversa, anche se l’assunto di base è lo stesso. Chi fa la scrematura preliminare? Siamo sicuri che proprio tutti tutti siano in grado di scrivere? Il messaggio che passa è questo, mentre la scrittura è un’arte che non ha nulla da invidiare alle altre. Eppure difficilmente ci si accosterebbe alla pittura, alla musica, alla scultura con la stessa faciloneria con cui ci si mette davanti a una tastiera. Autopubblicarsi è una scelta che penso possano fare solo scrittori già affermati. Perché? Perché un’esordiente che osi questo passo viene immediatamente passato nella categoria di quelli che non sono stati scremati, rivisti, corretti. Quelli che non hanno avuto il coraggio di sottoporsi al giudizio di una casa editrice. Potremmo parlare per ore della validità del giudizio di un lettore anonimo, sottopagato, spesso digiuno di letteratura cui una casa editrice affida il compito di fare una prima cernita. Resta il fatto: se una casa editrice ha scelto di investire su di te tempo e denaro, allora qualcosa la vali. Se ti sei auto pubblicato, automaticamente no.

Come me sei persona molto schietta e questo non sempre ‘paga’. Trovi che tra gli scrittori, vista la difficoltà di pubblicare con case editrici grosse, ci sia invidia e ogni tanto qualche entrata a gamba tesa pur di mettersi in luce a discapito di altri?
Mi dicono che tra scrittori l’invidia si tagli con il coltello. Mi dicono che quando sto per pubblicare qualcosa di nuovo farei meglio a non dirlo in giro, perché partono macumbe e malocchi vari. Mi dicono che, in questo, le donne sono peggio degli uomini. Mi dicono che se uno scrittore affermato potesse incenerire tutti gli esordienti in una botta sola lo farebbe. Magari qualcuna di queste cose è vera, ma non mi interessa. Io (che non sono certo una arrivata) quando ho informazioni valide le passo, se posso segnalare qualcuno lo segnalo volentieri. Soprattutto ho una cerchia di amici scrittori delle cui vittorie sono la prima a gioire. Qualche nome? Marilù Oliva, persona dolcissima, scrittrice di razza; Lara Manni, lei la adoro quale che sia la sua reale identità; Maurizio De Giovanni alla cui ascesa editoriale ho assistito con trombette, bandierine e tifo da stadio; Remo Bassini, grandissimo narratore della provincia italiana mai abbastanza valutato; Alessandro Berselli, Sacha Naspini, Maria Silvia Avanzato, Gaja Cenciarelli, Sara Bilotti, Francesca Mazzucato. Tutte persone belle, prima ancora che scrittori validissimi e destinati a grandi cose.

Vinci un premio importantissimo. E’ per uno scoop giornalistico o per un tuo (vostro) romanzo?
Romanzo tutta la vita! Io amo il mio lavoro di giornalista, ma l’entusiasmo degli inizi si è perso nella sempre crescente consapevolezza che l’idea romantica che tutti noi coltiviamo del giornalismo non ha niente a che vedere con la realtà. Fermo restando che un romanzo può fotografare la realtà come e meglio di un grandissimo reportage. E tramandare ai posteri il vero spirito dell’epoca. Il giornalismo, per sua natura, è effimero.

In questo salotto si parla di legge di attrazione e di desideri che prendono forma. Sono il genio della lampada e hai un solo desiderio a disposizione. Non chiedermi la pace nel mondo! ;o)
L’incolumità delle persone che amo. E’ la sola cosa che non potrà mai dipendere da me. Per tutto il resto c’è… Laura Costantini 🙂

Grazie della disponibilità.
Grazie a te.

Comments

  1. Che bella intervista ;D!
    Non conoscevo Laura. Grazie per avermela “presentata” virtualmente. Mi piace la sua solarità, la schiettezza e l’amore per la parola scritta in tutte le sue versioni.
    Sono sempre affascinata da coloro che vivono dei loro sogni e che sapevano esattamente cosa fare già da piccole.
    Buon inizio settimana a tutte e due ;D!

    1. Nemmeno il tempo di pubblicare e hai già letto! ;o) Esatto, Lei è il classico esempio di chi segue i propri sogni e li avvera. E’ una tipa tosta eh! ;o)
      Buon inizio a te

    2. lauraetlory

      La solita mamma: grazie, io a vivere i miei sogni ci provo. Non sempre ci riesco, ma il viaggio è importante quanto la meta. O forse di più 🙂

    3. CHe filosofa che sei, Laura. Diciamo che avere un gps magari aiuta a prendere meno cantonate! :o) Ma fanno parte del pacchetto, no? Baciotti

  2. che bella questa intervista! brava Silvia, mi è piaciuta davvero tanto 🙂
    Mi piacciono le donne così, consapevoli e felici, e piene di grinta nel vivere il loro sogno

    1. Grazie Laura ma il merito è di Laura che è sempre schietta e arriva al punto senza troppi giri di parole. E’ limpida, dote sempre più rara.

  3. Spettacolare intervista!!! e soprattutto che bello sapere di donne che da tanti anni sanno collaborare e creare… allora si può ( e si dovrebbe)…
    bello leggerti, come sempre. Bacio ♥

  4. Anonymous

    Complimenti ad intervistata ed intervistatrice 😉
    Un solo appunto, o meglio, considerazione.. -per onore alla schiettezza- Chi si autopubblica, secondo me, o crede abbastanza in se stesso e nelle sue potenzialità da farsi giudicare dai lettori ed ha i soldi per farlo… oppure… non ha, come esemplifichi, il coragigo di sottoporsi al giudzio di una casa editrice “vera”.
    😉 Ciao Laura, spero di incontrarci di fronte ad un testo…
    Nicola

  5. Grazie Nicola!
    Secondo me, per la mia modesta esperienza, chi si autopubblica lo fa dopo aver cercato un editore e aver beccato qualche rifiuto. Diciamo che soprattutto gli esordienti son convinti di aver scritto dei capolavori e spesso mal tollerano anche l’editing. Alcuni fanno benissimo a credere in ciò che hanno scritto e proprio per questo dovrebbero, a mio avviso, perseverare. E’ sbagliato, parere personale, far passare il messaggio che sia ‘normale’ pagare. Se vado dal fornaio a comprare il pane sono io che acquisto un bene, non è lui che mi paga per comprare. ;o) Non so se l’esepio sia chiaro ma vista l’ora e la dose di sonno, concedimi di vaneggiare. ;o)

    1. Anonymous

      Però! Concordo! Sull’esempio direi che… Autore sta a Farina come Editore sta a Panettiere e… Libreria stà a Fornaio come Pagnotta sta a Libro.
      Quindi se il Panettiere vuol vendere le pagnotte la farina la deve comprare… (anche se “a pagherò”) e poi che dire del Fornaio se non che da lui devo trovare solo del buon pane!
      Anche se l’ora non è così taarda dopo la mia giornata l’orario del vaneggio si è anticipato qi qualche ora 🙂
      Nicola

  6. Federica

    Grazie dell’intervista. Ci permette di conoscere la signora Laura.
    Io condivido quasi tutto, tranne il gradino più basso in cui si relega l’auto-pubblicazione. A mio avviso la peggio cosa è pubblicare con acquisto copie, il che equivale a dire auto-pubblicarsi pagando tre volte di più, senza grafica ed editing vero, e neanche distribuzione.Se non si è vagliati dai veri editori che senso ha allora parlare di scrematura?
    Questi finti editori( 1500 e più) non fanno alcuna scrematura, accalappiano e basta: e allora? meglio la vanity press ben curata da un autore responsabile, e che costa tre volte meno.Invisibilità per invisibilità, almeno non farà arricchire un truffatore. Non tutti gli esordienti trovano bravi editori disposti a leggere davvero, e anche i no eap si rivelano spesso dei fasulli. Io passo il tempo a scovare queste case editrici, mando un romanzo sempre uguale a tutti gli editori che hanno pubblicato i miei amici, o che trovo su internet. Ricevo puntualmente proposte di pubblicazione con acquisto,naturalmente sghignazzo,e poi mi vengono a parlare male del self? Farei tutto un falò. PS: sono editore vero. Passionale, e comprendo Laura e Historica, la loro e mia voglia di fare le cose bene magari piano piano, investendo sugli autori. Ma sinceramente ammiro di più chi si autoproduce di chi si loda per aver pubblicato con acquisto copie!

    1. Grazie Federica per questa bella testimonianza. Personalmente non trovo molta differenza tra il POD e l’acquisto di copie perchè la vedo dal punto di vista del “Pago per essere pubblicato” oltre alla puntuale precisazione che fai tu sulla qualità e la cura che viene messa nelle opere. Posso chiedere qual è la tua casa editrice?
      Grazie anticipatamente

    2. Federica

      Farnesi Editore di Prato, piccola piccola,passionale,siamo partiti molto bene con il primo autore e in un momento difficile; ma questa è l’intervista di Laura e vorrei che rimanessimo su di lei, che ci sta facendo riflettere su questo mondo. Grazie comunque dell’attenzione, magari ti scrivo.

  7. Miss Raw

    Concordo con lei: seguo Francesca Mazzuccato dai tempi di Myspace… grandi consigli e grande intervista!
    🙂

  8. cristina bove

    Una sosta che mi ha dato modo di leggere domande dirette e intelligenti, e risposte chiare e sincere.
    L’amicizia comporta questa grande lealtà di pensiero e di realizzazione.
    Complimenti vivissimi!

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