LOA: le scritte sui muri interiori

Rileggendo i commenti al post sul coraggio di rischiare mi sono resa conto di aver involontariamente sollevato  la questione autostima. Negli stessi giorni in privato s'è parlato dell'essere/sentirsi adeguati, sentirsi capaci o di avere la sensazione di valere.

Si parla spesso di paura di fallire, di sbagliare, di non farcela per svariati motivi.
E se questa paura nascondesse in realtà la nikefobia?
Se i vostri desideri si realizzassero, sareste in grado di reggere il cambiamento?

Molto spesso non siamo consapevoli delle scritte sui muri interiori ovvero le credenze limitanti che ci siamo imposti o che abbiamo assimilato a furia di sentirci ripetere le stesse cose.
Conosco persone che non cantano perchè 'sono stonate' ma di fatto non hanno mai cantato perchè ai primi tentativi si son sentite dire che erano fuori tempo, poco melodiche quindi hanno assimilato questo limite senza sperimentarsi.
Se ci convinciamo di qualcosa, il rischio di smentire chi ce l'ha inculcata (specie se una figura di riferimento per noi come i genitori) può essere un brutto colpo.

Scoprire che si ha talento è difficile quanto rendersi conto che non si è in grado di fare una cosa.
Entrambe comportano una rivalutazione di se stessi.
Nel primo caso abbiamo a che fare con il fallimento (spesso temuto quindi si concretizza facilmente) nel secondo caso la paura di riuscire porta, di nuovo, al fallimento.

Visto che vi piacciono gli esempi, ve ne faccio un paio.
Conosco una signora che aveva la fissa di avere la pancia. L'età e la menopausa, nonchè un'alimentazione non proprio sana, le facevano avere una linea piuttosto tonda al girovita.
Quando parlando le chiesi come mai non riuscisse a controllarsi con il cibo nonostante i problemi di salute (e non solo estetici) mi rispose sorridendo: "Se poi calo non avrò nulla da mettermi e dovrò rifarmi tutto il guardaroba!"
Direi che è una motivazione più che valida per mettere in atto delle resistenze alla perdita di peso. Eppure non ne era consapevole.

Conosco diverse persone che fumano molto. Alla domanda "Perchè non smetti?" ho ricevuto le seguenti risposte: "Non saprei come impegnare le mani" oppure "Poi mi viene la bronchite da ex fumatore" cosa frequente in chi ha appena smesso di fumare ma direi che è un effetto collaterale passeggero e auspicabile visto che poi il guadagno, in termini di salute, è nettamente superiore sul lungo periodo.

Quando si parla di successo la cosa si complica. Un'amica scrittrice temeva di pubblicare perchè non sapeva come sarebbe cambiata la sua vita tra presentazioni e viaggi. Così come una ragazza che sogna un trasferimento lontano da casa nella regione d'Italia che più ama, teme il cambiamento, il dover ripartire da zero con le amicizie e trovarsi in una città nuova nonostante sul piatto della bilancia ci sia l'offerta lavorativa che ha sempre desiderato.

Quando desideriamo qualcosa e lo pensiamo come fosse già nella nostra vita, riusciamo ad arginare le fobie e a visualizzarci in una situazione di benessere e senza stress?
Il punto è: "Siamo davvero sicuri di non avere resistenze rispetto a quello che desideriamo?"
Temete più il fallimento oppure il successo?

Comments

  1. Quando desideriamo qualcosa e lo pensiamo come fosse già nella nostra vita, riusciamo ad arginare le fobie e a visualizzarci in una situazione di benessere e senza stress?
    RISPOSTA: E’ difficile.
    Siamo davvero sicuri di non avere resistenze rispetto a quello che desideriamo?
    RISPOSTA: Solo il fatto di fare “liste dei pro e contro” implica che delle resistenze ci sono, nel mio caso.
    Temete più il fallimento oppure il successo?
    RISPOSTA: Nel mio caso il fallimento. Hai presente il detto “Al peggio non c’è mai fine” e c’è sempre qualcuno che lo sa fare meglio di te? Ecco, sono cresciuta con questi mantra…
    … ma ci sto lavorando ;)))!
    p.s. Ho riletto il post linkato e mi ha fatto la stessa impressione!

    1. Al peggio non c’è mai fine pensa cosa può attrarre a te! O.o
      Facciamo che ci impegnamo a cambiare focus? Lavoriamo su un’immagine mentale un po’ più positiva? ;o)
      Ci sarà chi fa le cose meglio di te ma anche chi le fa peggio ma come le fai tu non le fa nessun altro quindi puntare sullo stile personale è sempre buona cosa! ;o)

  2. tuttepazzeperibijoux

    ciao Silvia, io sono divisa in due al momento , ho ricevuto una inaspettata e inattesa importante proposta lavorativa …..non la stavo cercando…ed essendo in fase embrionale mi assalgono mille dubbi, incertezze, una volta avrei agito diversamente sono sicura , ieri riflettevo sui diversi aspetti della questione… il pessimista fa delle opportunita’ un probema , l’ottimista fa dei problemi un’opportunita’….. e io non so ancora dove posizionarmi, ma forse in questo momento della mia vita piu’ nella prima categoria..quindi per risponderti …temo il successo.;(((( o forse l’insuccesso?ciao

    1. Non la stavi cercando…consapevolmente ma se è arrivata a te si vede che risponde a una tua richiesta o paura (o anche solo al ‘mi piacerebbe vedere se avessi il coraggio di cambiare lavoro’ e zac!)
      Prova al posto di considerarli problemi a valutarli come ‘situazione per le quali al momento non riesci a vedere la soluzione’ e vedrai che apri le porte inconsce a trovare delle risposte scavalcando il ‘muro’ che la parola ‘problema’ costruisce tutto intorno a te. ;o)

    2. tuttepazzeperibijoux

      silvia ho sbagliato termine …”non lo stavo cercando”…nel senso che …la proposta e’ nata da una mia grande passione e da una cosa che ho intrapreso per gioco e quindi non in un ambito di ricerca di lavoro o comunque non nel mio settore.. ho lavorato per 12 anni all’ufficio titoli di una grande banca,ed e’ vero che volevo fortemente cambiare direzione…..ora che il vento ha cambiato direzione temo che mi trascini via con lui..e’ altrettanto vero che le sfide mi sono sempre piaciute …insomma un gran pasticcio;(comunque porte aperte^__^!!)

  3. LaNinin

    Mi dai uno spunto interessante di riflessione.
    Per quel che mi riguarda, mi considero una persona con molte qualità, so imparare velocemente a fare quasi tutto e nelle relazioni colgo spessissimo l’essenza delle persone, ma sostanzialmente credo che queste cose non interessino a nessuno, che chiunque potrebbe sostituirmi e anche se ho avuto esperienze in cui il mio valore è stato riconosciuto, ho sempre banalizzato, reputandomi tutto sommato per niente speciale, alle volte, addirittura, la mia “bravura” ha infastidito. Riguardando la mia vita ho fatto sicuramente scelte di basso profilo, anche quando avrei potuto raggiungere traguardi importanti, forse sì, con la paura di lasciare quello che avevo e che volevo fortemente e, cioè, l’amore dalle persone che amavo.
    Il fallimento mi fa paura, perchè mi dà un motivo in più per non essere amata, il successo invece non diminuisce le mie insicurezze e, magari, mi allontana dal mio centro, che è l’amore degli altri. Insomma un bel pasticcio!
    In totale, non ho mai la percezione giusta di cosa sono, ma sicuramente non potrei vivere senza l’amore.

    1. La ‘credenza’ che si legge da quel che dici è che successo e amore siano incompatibili. Un po’ come il detto ‘fortunato al gioco, sfortunato in amore’ ma è davvero così? Uno esclude davvero l’altro? Forse lavorare sulla coesistenza dei due aspetti (soddisfazione professionale e familiare) può darti una prospettiva nuova per affrontare le cose. Chi ti ama sono sicura appoggerà le tue scelte. ;o)

    2. LaNinin

      No, non è una credenza, è una paura.
      Razionalmente so che le due cose non sono incompatibili, ma quando dentro di te sei convinta di non essere degna di quasi nulla e ti trovi tra le mani un tesoro, quale io considero la mia famiglia, hai paura che in un niente possa sparire e fai di tutto per “meritartelo”.
      Mi rendo conto che è un discorso assolutamente personalissimo e un tantino “frenante”, ma al momento è la sola risposta che ho trovato al mio bisogno di equilibrio.
      Ovviamente, lungi da me giudicare chi fa scelte diverse e, anzi, ne rimango ammirata.
      Chi mi vuol bene mi incoraggia, tu hai ragione, ma io non riesco a far a meno di pensare che, in fin dei conti, non valgo granchè.
      Troppo radicate sono le ferite ricevute da bambini…
      Forse non sono neanche riuscita a spiegarmi e del resto la questione è così complessa che anch’io fatico a trovare il bandolo della matassa.
      Grazie per il tuo post, un motivo in più per riflettere. 🙂

    3. Esatto, sono due aspetti diversi: scegliere la famiglia per paura di perderla è una cosa, pensare di non valere abbastanza è altro ma in certo senso sono due aspetti della stessa medaglia. No?
      Vero, le ferite che abbiamo da bambini sembrano indelebili.
      Buona serata

  4. Diana (Apple pie, love for details)

    Ciao, approdo sul tuo blog su suggerimento di un’amica…
    La legge dell’attrazione mi attira da sempre, ma non ho mai approfondito..poi leggo questo post e resto folgorata da alcune cose (la resistenza) a cui non avevo mai pensato.. Ho molto da meditare e su cui riflettere…
    Grazie!

    Diana

  5. Mammadesign

    Ecco, altro che muro interiore, questo tuo post me lo devo scrivere bene in fronte….. 😀

  6. Pingback: Autostima: ripuliamo le convinzioni - Mathilda Stillday

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