Intervista a Barbara Sgarzi di Zazie:)

In rete è nota come Blimunda ma Barbara Sgarzi è una donna impegnata su più fronti. Ho avuto il piacere di poterle fare qualche domanda e la ringrazio per la sua disponibilità.
 
Barbara Sgarzi - Giornalista, blogger, formatrice

Giornalista, blogger, formatrice e consulente su giornalismo online e media digitali, negli anni ha seguito le start up di Yahoo! Italia, Leonardo.it. Cosmopolitan.it e il rilancio di Donnamoderna.com. Ha pubblicato Bimbo a bordo (Morellini, 2008), curato Anobii, il tarlo della lettura (Rizzoli, 2009) e Hai voluto la carrozzina? (Fabbri, 2011), una raccolta di racconti sulla maternità scritti dalle mamme blogger più note della rete. 

E’ da poco on line il nuovo social tutto italiano dedicato ai libri, Zazie. Com’è nata l’idea?
 
Avevo alle spalle una collaborazione con Anobii che ha portato anche alla cura del libro Anobii, il tarlo della lettura (Rizzoli, 2009) che raccoglie il meglio delle recensioni scritte dagli utenti. Ho avuto modo di conoscere da vicino il mondo dei social network dedicati alla lettura e di scoprire un’incredibile passione, voglia di condividere pareri e titoli e grande competenza. Per cui, con gli amici di DigitPub, la società alle spalle di Bookrepublic, abbiamo iniziato a pensare di creare un nuovo ambiente, italiano, un nuovo spazio per i lettori.

Cosa offre di diverso rispetto ad altri social network come Anobii, ad esempio?

Mettiamo l’accento sulla passione della lettura. Grazie ai Mood, stati d’animo, e ai Cdq (Come dove quando), permettiamo ai lettori di catalogare i loro libri seguendo le sensazioni che hanno accompagnato la lettura (un libro per piangere, per riflettere, per sorridere…) e anche i modo il luogo giusto per apprezzarlo (sotto il piumone, quando si è innamorati, d’inverno…). Poi ci sono i badge da scoprire e ottenere man mano che si costruisce la propria libreria e l’aspetto social: oltre a permettere di costruire un network al suo interno, Zazie è e sarà sempre più aperto verso Facebook e Twitter.
 

Quali sono state le difficoltà, se ne avete avute, nel realizzare questo progetto?

Non ho mai visto un progetto online senza difficoltà, purtroppo! Nel nostro caso,  prima ci sono state le valutazioni di mercato, per capire se, con Anobii e Goodreads, c’era spazio per un altro ambiente dedicato alla lettura. Poi qualche intoppo tecnologico, soprattutto i primi giorni, anche perché siamo stati colti di sorpresa dal numero di persone che hanno letteralmente preso d’assalto Zazie per provarlo. Ma adesso è tutto sotto controllo e stiamo iniziando già a pensare alle nuove funzionalità; abbiamo tantissime idee.

Lei è giornalista, blogger, ha scritto ‘Bimbo a bordo' edito da Morellini e ora Zazie. Si può di certo dire che il filo conduttore della sua vita sia la scrittura. Come concilia tutte queste attività con la vita familiare? 

Conciliare è difficile, diciamo che dormo poco, faccio una vita da trapezista e cerco di tenere tutto sotto controllo, a volte riuscendoci, altre meno, esattamente come tutte le mamme che lavorano. Si fa fatica, ma ne vale la pena.

Quali le abitudini, i piccoli piaceri che contraddistinguono il suo lifestyle?

Adoro leggere, ovviamente, anche se è diventato un po’ un lusso avere tempo, silenzio e tranquillità per farlo. Mi piace mangiare bene, sia al ristorante che a casa; cucino molto volentieri, mi rilassa. Poi lo shopping, certo: quello funziona sempre!

Le mamme di oggi sono un po’ delle 'Wonder Woman'. Cosa fa per ricaricare le pile, allentare lo stress dei troppi impegni e ritrovare l’equilibrio?

Quando ci riesco, stacco per un paio di giorni per un weekend rilassante, alle terme, o un giro in una città nuova o da rivedere. Ma a volte basta anche ritagliarmi due ore per una passeggiata senza meta o un pranzo, con un’amica o da sola. Amo molto  passare un po’ di tempo da sola, mi consente di ritrovare il ritmo e la tranquillità,  oppure di pensare a nuove cose da fare, nuove idee, nuovi progetti.

Che consiglio sente di dare alle mamme che devono reinventarsi, soprattutto in ambito professionale, dopo la maternità?

Di non mollare alle prime difficoltà (ce ne saranno!) e di non pensare che il lavoro debba essere per forza dentro un’azienda, adeguandosi a ritmi e orari che spesso non fanno per tutte le madri. Di pretendere collaborazione in casa e con i figli, perché se le disparità cominciano in famiglia, sarà molto difficile farsi rispettare e ottenere un trattamento adeguato fuori, sul lavoro. Di non usare i figli come alibi per tutte le cose che non capitano o non riusciamo a fare. A volte non ci riusciamo perché l’obiettivo è sbagliato o abbiamo calcolato male l’impegno necessario; capita, ma sarebbe successo anche senza figli.

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Comments

  1. Bella bella bella!!! Ottima idea quella delle interviste Mathilda! Bravissima!
    E anche ottima scelta, una grande donna.
    🙂 🙂 🙂

  2. Un mito insomma :). Tanti buoni consigli e giuste osservazioni come chi magari usa i figli come alibi se non riesce in qualcosa. Reinventarsi? Giusto… il problema a volte è solo capire la direzione giusta da prendere…
    Un abbraccio a tutti e Buon Natale 😀

  3. Eccomi dalla trasferta.

    Eu, Laura, La solita mamma Grazie a tutte!
    Bruna ci sarà un’altra rubrica basata su un questionario, in realtà più che un’intervista e spero vi piaccia. Quella però partirò da gennaio.

    Paola è vero, bisogna trovare quello che ci piace fare al punto tale da farci superare le fasi di stallo.

  4. Mathilda, mi dai un sacco di soddisfazioni! Vederti cominciare queste nuove iniziative e leggere di donne che si reinventano fa bene anche a me.
    Buon Natale a tutti!

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