LOA: le resistenze

 Nel post di presentazione di qualche giorno fa, ho accennato al fatto che la legge di attrazione serve per avere abbondanza in ogni ambito della nostra vita. Più amore, soldi, salute, amicizie, lavoro e perchè no, sesso. Tutto ciò che desideriamo è a nostra disposizione. Lo so, non ci credete e non ci credevo neppure io perchè non ero consapevole del meccanismo anche se, inconsapevolmente, la mettevo in pratica.

Nei libri sulla LOA di solito ci sono pagine e pagine di spiegazioni che precedono il concetto di resistenze. Preferisco spiegarlo subito così evitiamo il "Ho provato ma non funziona. Perchè?"

Diciamo subito che la legge di attrazione funziona sempre. E' come la gravità. Si basa sulla fisica quantistica e anche se non è il nostro pane quotidiano, vedrete che sarà tutto molto semplice.

Perchè è importante capire cosa sono le resistenze? E quali mettiamo in atto?
Perchè ci autosabotiamo?

Tenete bene a mente questo esempio perchè lo faccio sempre per spiegare e credo sia davvero perfetto:
l'Universo è la cucina di un ristorante magnifico. Non c'è un menù alla carta ma infinite possibilità e tutto dipende dalla vostra creatività. Siete voi i cuochi, i veri creatori e ideatori del piatto che volete gustare. Accade che entrate nel ristorante Universo, vi sedete e fate mente locale su cosa volete mangiare poi chiedete e dalla cucina arriva esattamente (attenzione a questa parola perchè non è scelta a caso) quello che avete chiesto.
Spesso però succede che sappiamo cosa *non* vogliamo ma non abbiamo le idee chiare su cosa vogliamo attirare nella nostra vita.
Ordiniamo, per esempio, un risotto ai petali di orchidea di un'isola sperduta del Pacifico.
La cucina Universale si mette in modo per esaudire il nostro desiderio mentre noi aspettiamo fiduciosi e grati (anche queste parole non sono scelte a caso quindi ricordatele bene perchè le troveremo anche in seguito) che il nostro piatto arrivi.

Spesso però capita che qualcosa di più allettante entri nei nostri pensieri così rettifichiamo l'ordine:
"Scusi, non voglio più il risotto con i petali di orchidea di un'isoletta del Pacifico. Vorrei un risotto fatto con il riso proveniente da quella zona dell'India che mi piace tanto ma con pistilli di zafferano italiano e un buon bicchiere di vino neozelandese".
Bene. Cosa succede? Accade che il ristorante Universo assecondi il vostro desiderio e fermi la prima portata richiesta e si metta all'opera per accontentarvi. Voi, nel frattempo, aspettate fiduciosi e grati che il piatto arriverà. Se però cambiate ancora idea, il tempo passerà e voi resterete in attesa finchè un giorno direte: "Visto! Non funziona, aspetto da una vita e quel piatto non è arrivato".
Mentre il cameriere non ne può più di sentirvi brontolare e cambiare idea!

La domanda è: la legge non funziona o avete messo in moto un tipo di 'resistenza' per impedire che una data cosa, fatto, circostanza, persona, arrivi nella vostra vita?
E' questione di sapere cosa vogliamo e non solo cosa *non* ci piace. E' una differenza fondamentale!
(Lo vedremo nei prossimi post perchè è davvero importante).

Un'altra forma di resistenza, molto più subdola è quella in esempio:
"Vorrei perdere 15 chili perchè mi sento grassa, appesantita, voglio sentirmi leggera, spostarmi con meno fatica e poi ho quel bel vestito messo solo una volta!"
Premesso che le questioni sul peso (salute) e sui soldi sono le più complesse da affrontare perchè davvero bisogna fare un buon lavoro su di sé, veniamo all'amica che vuole perdere peso.
In realtà ne ha paura. Perchè il vestito messo solo una volta, sarebbe l'unica cosa che potrebbe indossare se perdesse peso. Non ha una situazione finanziaria stabile quindi non potrebbe rifarsi il guardaroba. Inoltre pesa, si muove e ragiona da persona con 15 chili di troppo. Si sente così e continua a sentirsi così anche se a parole dice di voler calare. La sua mente plasma il suo corpo e la sua mente si vede con 15 chili di troppo. Non calerà mai. Inoltre da piccola mangiava poco e i genitori (magari in sovrappeso) le dicevano che i bambini magri erano tristi. In questo esempio vediamo le resistenze e le convinzioni (o scritte sui muri) che ci condizionano più o meno consapevolmente durante il corso della nostra esistenza.
Provate a pensare a quello che volete (ho scritto volete, indicativo presente perchè nel momento stesso in cui chiedete la 'cucina' si mette in funzione) e ai dubbi che avete, alla paura che accompagna l'eventuale realizzazione del desiderio. Una sola condizione: siate sinceri con voi stessi.
Ammettere di avere paura o di avere dubbi aiuta a superare gli ostacoli alla realizzazione dei vostri sogni. Superate la paura di essere felici!
Abbondanza e felicità a tutti!

Prossimo post LOA: L'erba voglio...
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Comments

  1. Eu

    Mi associo a Velma!
    Il tuo post mi è piaciuto parecchio, me lo sono divorato e penso di rileggerlo. In effetti è vero. So perfettamente cosa NON voglio e un po’ meno cosa voglio. Ci devo lavorare.

  2. Velma

    Il mio problema invece è che so esattamente cosa voglio, ma non dovrei volerlo!

  3. Buongiorno ragazze!
    Della serie: poche idee ma confuse! ;O)
    Per il pensiero positivo si dice che sapere cosa *non* si vuole è buona cosa perchè aiuta a trovare il proprio focus.

    Velma, non dovresti volere quello che vuoi? Non dovresti per una condizione limitante esterna che hai acquisito (morale, psicologica o sociale, o familiare) o per altro?
    (Son domande che faccio a te per aiutarti a far chiarezza chiaro che non devi rispondermi sul blog! ;o)

    Grazie, sta cosa del fare la geek-a mi piace. La scritta che scorre sarà solo sui post che fanno parte di alcune serie: LOA e Barbapapà. Giusto per farvi sapere di cosa si parla nelle prossime puntate. ;o)

  4. Velma

    Lo dico io che sono contorta! è che io vorrei ciò che è bene non si voglia! qui nasce il conflitto! come si fa?

  5. ‘Ciò che è bene che non si voglia’ è decisamente una convinzione limitante. E’ bene per chi? Non il tuo perchè nessuno vuole il proprio male! Quindi per il bene di chi? Ecco, conflitto è un termine importante. Ho capito, tocca che scriva altri post prestissimo. Ma non fatemi bruciare le tappe. Tutto è molto semplice ma allo stesso tempo deve ‘depositare’ per essere compreso. Altrimenti diventano sterili nozioni ma la conoscenza è altro. :oD

  6. Per fare lo strizzacervelli mi manca il pezzo di carta e non è una formazione che mi piace molto. Vedere la vita in termini di problemi o patologia è lontana dalla mia visione. :oD

  7. Grazie Mafalda! Il piacere è mio. :o)
    Buon we a voi!
    Io settimana prossima sarò fuori sede quindi meno presente ma ci sarò. ;o)

  8. Credo che le tue parole mettano a fuoco il motivo della mia insicurezza. So quello che non voglio, non quello che voglio! E quando ho una vaga idea, mille paure mi assalgono. Come qualche settimana fa che mi hanno proposto un colloquio per cambiare lavoro e ho rifiutato. Forse ho fatto bene, ma una buona dose di paura del salto nel vuoto ha fatto la sua parte.
    Ah, guarda, mi sento una scolaretta. Mi troverai qui pronta a prendere appunti nelle prossime puntate. Intanto mi concentrerò sulla mia personale lista delle cose che voglio. Alla prossima.

  9. Fantastico! Già sapere cosa non vuoi esclude un sacco di possibilità. La paura del successo (o della riuscita) si chiama nikefobia. E’ quella che colpisce gli atleti prima di gare importanti che poi alla fine si infortunano o fanno risultati ben sotto i loro standard.

    Vorrà dire che vi proporrò, oltre alla teoria, qualche gioco per aiutarvi a realizzare i vs sogni. ;oD

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